Ponticelli, sequestrati due alloggi abusivi ricavati negli androni dei palazzi Incis: è l’esito di un sopralluogo della Polizia Municipale di Napoli, seguito da una presentazione pubblica dell’episodio da parte del deputato Francesco Emilio Borrelli. Secondo quanto riportato da cronachedellacampania.it.
Uno dei due immobili era già stato raggiunto dal provvedimento di sequestro, ma gli occupanti hanno continuato a utilizzare l’appartamento violando l’ordinanza. Un precedente che, per Borrelli, assume un valore simbolico: «Se lo Stato sequestra questi luoghi e poi qualcuno rompe i sigilli per tornare a viverci come se nulla fosse, passa un messaggio devastante».
La seconda abitazione individuata durante il sopralluogo crea una situazione diversa: si tratta di una costruzione recente all’interno dell’androne, visibile ancora l’opera di muratura appena completata e la presenza degli occupanti. Secondo il deputato, qui non si è trattato solo di occupazione, bensì di appropriazione di uno spazio comune del palazzo, trasformato in un alloggio.
«Siamo davanti a una sfida aperta alle istituzioni. In un caso si viola un sequestro, nell’altro si arriva a costruire una nuova casa. Non è tollerabile. Bisogna identificare i responsabili, liberare gli spazi e abbattere i manufatti abusivi», ha dichiarato Borrelli, chiedendo demolizioni immediate.
L’attenzione degli intervenuti non si è fermata al sequestro: durante la visita è emersa anche una dimensione legata ai requisiti degli assegnatari. Una residente, parcheggiando una BMW X2 nelle immediate vicinanze, ha attirato l’attenzione del gruppo di controllo: «Un’auto di fascia alta non dimostra automaticamente alcuna irregolarità», ha precisato il deputato, ma ha aggiunto che, in un contesto di edilizia popolare con canoni contenuti, è doveroso verificare che gli assegnatari conservino i requisiti previsti. Borrelli ha annunciato che chiederà al Comune controlli sulla posizione reddituale e patrimoniale della donna e sulla titolarità dell’assegnazione. «Le case popolari devono essere destinate a chi ne ha realmente diritto», ha concluso.
