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Napoli metropolitana: 34 progetti di videosorveglianza in attesa del finanziamento del Ministero dell’Interno

Napoli metropolitana: 34 progetti di videosorveglianza in attesa del finanziamento del Ministero dell’Interno

Videosorveglianza in provincia di Napoli: 34 progetti pronti al vaglio ministeriale

Un pacchetto di 34 interventi di videosorveglianza proposti dai comuni dell’area metropolitana di Napoli ha ottenuto parere favorevole nel corso della riunione del Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica tenutasi il 15 settembre. L’esito è stato comunicato dal Prefetto di Napoli, Michele Di Bari, e ora i progetti sono all’esame del Ministero dell’Interno per la eventuale ammissione al finanziamento. Secondo quanto riportato da cronachedellacampania.it, la delibera tecnica apre la porta all’implementazione di una rete di videosorveglianza all’avanguardia, pensata per potenziare sia la prevenzione sia il contrasto alla criminalità diffusa.

Gli interventi interessano un’ampia lista di comuni dell’area metropolitana: Afragola, Agerola, Bacoli, Boscoreale, Calvizzano, Cardito, Casamicciola Terme, Casandrino, Casavatore, Casola, Castellammare di Stabia, Cimitile, Crispano, Forio, Giugliano in Campania, Marano di Napoli, Massa di Somma, Massa Lubrense, Melito, Mugnano, Palma Campania, Piano di Sorrento, Pimonte, Poggiomarino, Pollena Trocchia, Pozzuoli, San Giorgio a Cremano, San Giuseppe Vesuviano, San Paolo Belsito, Santa Maria La Carità, Sant’Antimo, Torre del Greco, Tufino e Volla. L’elenco fotografa una cornice territoriale ampia, in cui il sistema integrato dovrà coprire arterie principali, piazze e aree sensibili individuate come prioritarie dal tavolo tecnico.

L’obiettivo dichiarato è duplice: rafforzare la prevenzione e accelerare l’intervento delle forze dell’ordine nelle aree più esposte, migliorando al contempo la percezione di sicurezza tra i cittadini. I fondi ministeriali, se assegnati, permetteranno l’installazione di telecamere di ultima generazione e il potenziamento degli impianti già esistenti nei punti ritenuti strategici. L’approccio è quello di un sistema integrato in grado di offrire una copertura strutturata e coordinata, capace di fornire dati utili alle attività investigative e al controllo del territorio.

Dal punto di vista operativo, la finalità è chiara: creare una rete capillare capace di collegare tra loro i principali nodi di accesso e le aree urbane considerate sensibili, con una ricaduta diretta sulla gestione della sicurezza urbana. L’integrazione tecnologica è presentata come elemento chiave per una risposta più rapida e mirata delle Forze di Polizia, non solo in termini di deterrenza ma anche di efficacia nell’emergere di eventuali criticità.

Resta ancora da definire quale parte dei 34 progetti otterrà effettivo finanziamento ministeriale, nonché le tempistiche operative legate all’implementazione. In ogni caso, l’iniziativa si colloca in un contesto di attenzione crescente alla sicurezza urbana, dove l’amministrazione locale punta a tradurre le decisioni politiche in strumenti concreti di tutela del bene comune. E mentre il Ministero digita sui bandi da assegnare, le amministrazioni comunali attendono l’esito finale e la definizione delle priorità reali sul territorio.

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