Attacco in allerta e sosta come crocevia: Napoli-Fiorentina tra segnali di miglioramento e gestione della rosa
All’uscita dal Franchi, il Napoli può consolarsi solo in parte: l’1-1 contro la Fiorentina lascia sul tavolo promesse non mantenute e sollecita una riflessione urgente sull’efficacia offensiva. Il pareggio, maturato dopo una partita tutto sommato disputata, mette in evidenza una dinamica ricorrente: possesso protagonista ma pochi macaroni concreti sotto porta. Secondo quanto riportato da cronachedellacampania.it, la squadra non nasconde la frustrazione di non aver capitalizzato le occasioni, soprattutto al cospetto di una squadra che ha retto l’impatto del gioco azzurro.
La partita è stata a tratti di marca tecnica: tempi di dominio, pressing tutto sommato alto e una fase offensiva che non ha trovato il guizzo decisivo. Nel dettaglio, la squadra ha rischiato nel primo tempo con due traverse che hanno tenuto aperta la sfida, un segnale che non può essere ignorato. “Abbiamo fatto una buona partita tecnica anche se nel primo tempo abbiamo rischiato con due traverse”, ha detto l’allenatore. L’osservazione è chiara: la manovra costruita funziona, ma la finalizzazione resta il fattore critica su cui lavorare.
Nel corso della gara si è registrata anche una valutazione sul momento generale della squadra: la crescita non è stata sufficiente, soprattutto se si tiene conto dell’obiettivo finale. “Napoli in crescita? Sarà, ma oggi c’è da uscire dal campo arrabbiati dopo non aver vinto contro una buona squadra come la Fiorentina. Non basta tenere il 70% di possesso palla se hai tante occasioni per poter segnare e non lo fai”, è l’indicazione dell’allenatore, che invita a leggere la prestazione nel suo insieme piuttosto che farsi condizionare da numeri confortanti ma infruttuosi in fase realizzativa.
A completare il quadro, un piccolo ma significativo dettaglio di gestione della rosa: la scelta di non mandare in campo Vergara, preferendo Anguissa nonostante un recente intoppo fisico. “Ho scelto di mettere Anguissa che ha avuto un risentimento di nuovo, menomale ora c’è la sosta. Penso che lasciando dentro De Bruyne potesse trovare una giocata importante”, ha spiegato l’allenatore, giustificando in parte la mossa con l’obiettivo di dare qualità a una linea offensiva che aveva bisogno di accelerazioni diverse.
In chiusura, la lettura del match guarda anche alla tabella di marcia stagionale: i punti raccolti finora sono positivi, ma la valutazione resta severa. “La squadra in termini di punti ha fatto bene ma se facciamo delle prestazioni buone e non prendiamo punti non va bene. Anche oggi abbiamo rischiato quindi qualcosa va migliorato”, è il bilancio di metà turno. E la conclusione non ammette indulgente ottimismo: “Quello che abbiamo fatto non basta per scalare la classifica: dopo la sosta dobbiamo migliorare di sicuro”.
La pausa, dunque, va letta non come tregua ma come crocevia. Recuperare elementi fondamentali, rivedere i meccanismi offensivi e tornare con una solidità diversa: questa è l’esigenza primaria per affrontare la seconda parte del campionato. Il Napoli resta convinto di poter crescere, ma ora è indispensabile tradurre la buona disciplina di gioco in gol e in vittorie.
Fonte: cronachedellacampania.it
