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Napoli: famiglie del Monaldi chiedono di riportare in città gli interventi cardiaci dopo la sospensione legata all’inchiesta

Napoli: famiglie del Monaldi chiedono di riportare in città gli interventi cardiaci dopo la sospensione legata all’inchiesta

Napoli è al centro di una vicenda sanitaria che riguarda i bambini cardiopatici del Monaldi. Le famiglie hanno lanciato un appello: che i piccoli siano operati qui, nella loro città. La sospensione delle attività operatorie, legata all’indagine sulla vicenda Caliendo, sta alterando i percorsi di cura.

Per molte famiglie, gli interventi complessi e le cardiopatie delicate superano i confini regionali: si arriva a Roma, Genova, Torino, Bologna o Milano. Secondo quanto riportato da www.cronachedellacampania.it, l’impressione è che al Monaldi non ci siano condizioni adeguate per garantire la sicurezza degli interventi.

Questa situazione rischia di interrompere una continuità di cura costruita nel tempo. Molti bambini erano stati operati in passato dal dottor Guido Oppido, un riferimento storico per le famiglie, oggi inserito in una fase di gestione più ampia all’interno della struttura ospedaliera.

«Oggi, invece, siamo costretti a cambiare regione per i controlli e per i successivi interventi. Siamo affidati a professionisti che non conosciamo», spiegano i genitori. Le testimonianze raccolte raccontano di un rafforzamento delle difficoltà logistiche e di una sensibile perdita di riferimenti fidati, elementi che complicano la programmazione terapeutica e i controlli di routine per bambini già fragili.

La richiesta delle famiglie va oltre la questione sanitaria ed esplora un tema di politica sanitaria e di investimenti pubblici: quali risorse sono state effettivamente messe a sistema per potenziare il Monaldi e garantire interventi di alto livello nel Meridione? L’appello è chiaro: riaprire rapidamente la possibilità di intervenire a Napoli, inclusi i casi più complessi, in condizioni di sicurezza e con la continuità di cura garantita. «Non chiediamo polemiche, chiediamo il diritto di curare i nostri figli nella nostra Regione, con serenità e sicurezza», sintetizzano i portatori dell’appello.

Dietro ogni trasferimento fuori regione c’è un bambino fragile, una famiglia spezzata economicamente e psicologicamente, giorni di lavoro persi e spese insostenibili, ricordano i genitori. È una dinamica che mette al centro non solo la disponibilità di strutture, ma anche la qualità dell’assistenza continuativa e la fiducia nelle reti di riferimento locali.

Il Monaldi è presentato come un punto di riferimento storico per la cardiologia pediatrica del Mezzogiorno. L’obiettivo dichiarato dalle famiglie è chiaro: restituire a Napoli la piena capacità di gestire sia i controlli che gli interventi, senza che la decisione sanitaria si trasformi in una dispersione degli itinari terapeutici dei piccoli pazienti. Chiedono, quindi, chiarezza sulle motivazioni della temporanea sospensione, rapidità nelle decisioni di rimodulazione delle attività e, soprattutto, una strategia che permetta di tornare a una routine di cure vicina alle famiglie, nel contesto territoriale di appartenenza.

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