Napoli si sente già pesare dal pre-gara dell’America’s Cup: le arterie che collegano il cuore della città al porto si affollano di auto e mezzi pesanti, con tempi di spostamento allungati e una sensazione diffusa di impasse per chi lavora quotidianamente sulle strade.
A mettere in evidenza la situazione è il Comitato Tassisti di Base, che ha diramato una nota molto dura sull’assenza di una programmazione chiara da parte di Palazzo San Giacomo. Secondo quanto riportato da www.cronachedellacampania.it, la protesta richiama un principio di fondo: l’avvio delle attività legate all’evento non è stato accompagnato da misure strutturate di gestione della mobilità, con ricadute immediate sul servizio taxi e sui costi per chi guida per lavoro.
Uno degli snodi più pesanti riguarda Piazza Vittoria, dove lo storico stallo utilizzato dai taxi è stato eliminato per far posto alle modifiche viarie legate all’evento velico. L’effetto, denuncia la sigla di base, è stato quello di trasformare un’area di sosta regolamentata in un parcheggio improvvisato e abusivo, aggravando la difficoltà a garantire le soste necessarie ai conducitori che operano in città.
Nella critica degli operatori non mancano richieste precise: contingentare l’accesso dei veicoli privati in zone particolarmente sensibili, tutelare le corsie preferenziali per i mezzi pubblici non di linea e predisporre una pianificazione capace di reggere l’impatto logistico di un appuntamento di portata globale. L’impressione diffusa tra tassisti è che la città sia stata quasi lasciata sola di fronte a un evento di queste dimensioni, senza un “piano straordinario” capace di evitare folle di traffico nelle ore di punta e nei punti nevralgici del centro.
La risposta istituzionale finora resta limitata a un richiamo all’utilizzo dei mezzi pubblici, un invito che, secondo i tassisti, non basta se non accompagnato da misure di gestione concreta del traffico e da interventi mirati sulle corsie preferenziali. L’assenza di indicazioni operative chiare alimenta la frustrazione di chi quotidianamente cerca di garantire mobilità e sicurezza nelle strade della città, soprattutto nel periodo di avvicinamento alle gare.
Tra le parole dei rappresentanti dei taxi riecheggia anche una battuta amara che sintetizza lo stato d’animo sul terreno: se questa è la gestione della mobilità durante un evento internazionale, allora è necessario “arrangiarsi”. Una provocazione che mette in luce la distanza tra le promesse istituzionali e le difficoltà concrete di chi vive la strada ogni giorno, tra code, parcheggi selvaggi e ritardi su corsie e fermate.
Nel contesto metropolitano, resta cruciale capire quali passi concreti adotteranno le autorità per evitare che l’America’s Cup si trasformi in un boomerang per la viabilità cittadina. È lecito chiedersi quali strumenti, oltre all’invito all’uso del trasporto pubblico, possano essere attivati a breve termine per restituire flessibilità a chi lavora sui tetti di gomma delle strade napoletane e per contenere i costi crescenti legati al traffico.
In definitiva, la valutazione sull’impatto della logistica dell’America’s Cup a Napoli non si ferma all’immagine di arterie intasate: riguarda la capacità delle istituzioni di predisporre una risposta coordinata, capace di bilanciare esigenze di spettacolo internazionale e bisogni quotidiani di una mobilità urbana efficiente. Rimangono aperti interrogativi su quali misure verranno inserite in tempi brevi per evitare che la città debba pagare un prezzo alto in termini di tempi, costi e affidabilità del servizio pubblico e privato di trasporto.
