Airola, Benevento – L’incendio scoppiato il 31 agosto nell’area industriale della cittadina ha riacceso la percezione di una crisi che va ben oltre il rogo stesso. Le aziende agricole del Sannio si ritrovano in una fase di incertezza protratta, senza una chiara stima dei danni né tempi concreti di ripresa.
A mettere in fila le preoccupazioni è Gennarino Masiello, presidente di Coldiretti Benevento, che denuncia una situazione di stallo e una mancanza di confronto strutturato tra imprese e istituzioni. Ad oggi, afferma l’organizzazione, non esistono certezze sui tempi né sulle modalità con cui si potrà tornare alla normalità, una condizione che non è più sopportabile.
Secondo quanto riportato da www.cronachedellacampania.it, l’incendio ha interessato un deposito di rifiuti e ha coinvolto territori tra il Sannio, la Valle Caudina e l’Irpinia, con la dispersione dei fumi che ha accompagnato la fase emergenziale e complicato la gestione degli effetti sull’agricoltura locale.
Non si è chiuso il capitolo sanitario ed ecologico: proseguono i monitoraggi sulle colture e sulle produzioni agricole, ma i ritmi delle verifiche e la loro efficacia restano temi di confronto tra enti tecnici, Regione e mondo agricolo. La sensazione, tra gli operatori, è che la fase post-emergenza non si trasformi automaticamente in una condizione di normalità economica.
Coldiretti accusa una comunicazione poco continuativa: “Non è possibile – aggiunge Masiello – che le organizzazioni agricole e le imprese siano costrette ad apprendere notizie da comunicazioni sporadiche o da interlocuzioni occasionali con i diversi soggetti istituzionali coinvolti.” Una frattura che alimenta incertezza e scarsa prevedibilità per le attività di pianificazione aziendale.
La richiesta è chiara e ribadita da tempo: istituire un tavolo di coordinamento permanente, nel quale siano presenti anche le organizzazioni agricole, insieme alle istituzioni e agli enti competenti, per fornire informazioni certe, aggiornamenti tempestivi e risposte concrete alle imprese. Un fronte comune che permetta di gestire non solo l’emergenza immediata, ma anche le ricadute economiche a medio termine.
Nei giorni scorsi la Regione aveva annunciato la prosecuzione dei controlli sulle produzioni agricole interessate dall’incendio, tra cui uva, pomodori e castagne, e la predisposizione di possibili aiuti calibrati sulle esigenze delle aziende. Un primo segnale di attenzione, ma insufficiente finché non si formalizza un canale di confronto stabile tra governo locale, enti tecnici e aziende agricole.
“Gli agricoltori stanno pagando un prezzo pesante per questa situazione, con produzioni ferme e raccolti a rischio”, conclude Masiello. “Chiediamo quindi che il confronto venga avviato immediatamente e che si faccia finalmente chiarezza sui tempi, sugli esiti delle attività in corso e sugli eventuali strumenti di ristoro. Le nostre imprese hanno bisogno di risposte, non di doverle rincorrere.”
