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Cronaca

Domenico muore: perizie indipendenti esaminano i tempi dell’intervento cardiaco

Domenico muore: perizie indipendenti esaminano i tempi dell’intervento cardiaco

Tempi controversi nell’intervento che ha spento Domenico Caliendo

Napoli, una nuova puntata della vicenda giudiziaria che ruota attorno al decesso del piccolo Domenico Caliendo tiene banco tra le aule e i corridoi dell’ospedale. La difesa del cardiochirurgo Guido Oppido ha presentato in tribunale una foto scattata in sala operatoria, sostenendo che evidenzierebbe la contestualità tra la cardiectomia, cioè l’espianto del cuore dal corpo del bambino, e l’apertura del box frigorifero dove era alloggiato il cuore del donatore. La famiglia Caliendo contesta fermamente questa ricostruzione, ritenendola inverosimile. Secondo quanto riportato da www.cronachedellacampania.it, la tensione tra le parti si è accesa proprio sul timings delle operazioni.

La morte del piccolo Domenico, due anni e mezzo, è stata attribuita al fallimento di un trapianto di cuore eseguito il 23 dicembre 2025 all’ospedale di Napoli. Il decesso sarebbe avvenuto lo scorso 21 febbraio, data che impone una lettura d’insieme molto cauta: la procura ha iscritto Oppido e altri cinque colleghi nel registro degli indagati per i drammatici fatti, mantenendo aperta la sfera delle responsabilità senza pronunciare alcuna colpa definitiva. In parallelo, la difesa ha messo sul tavolo l’immagine per contestare la versione che attribuirebbe all’équipe una gestione dei tempi non corretta. L’obiettivo è dimostrare che la procedura potrebbe non aver seguito in realtà l’ordine indicato nelle ricostruzioni ufficiali.

La persona del giudice per le indagini preliminari, Mariano Sorrentino, nel frattempo, ha affidato al Riesame la decisione sull’interdizione della professione medica, misura disposta per dodici mesi lo scorso giugno. I giudici hanno acquisito la superperizia di 533 pagine consegnata nel corso delle letture processuali e hanno annunciato di riservarsi una valutazione approfondita. La posta in gioco è alta: se l’interdizione dovesse rimanere o essere revocata, potrebbe cambiare il clima attorno alle responsabilità professionali e alle procedure trapiantologiche in corso.

La tesi difensiva di Oppido si è basata sull’immagine depositata dai legali: una scena che, a loro dire, mostrerebbe come la cardiectomia possa essere stata eseguita in tempi compatibili con l’apertura del box del donatore. L’avvocato della famiglia Caliendo, Francesco Petruzzi, ha ribattuto che la documentazione fotografica non sarebbe in grado di provare la contestualità tra i due momenti: “se è vero che alle 14:34 il cuoricino era già sul tavolo pulsante, allora la discrepanza tra i tempi indicati dalle perizie e quanto mostrato dalla foto è evidente”, ha sostenuto il legale, avanzando dubbi su una lettura immediata dei fotogrammi.

La ricostruzione resta ancora in fase di verifica. Gli investigatori stanno valutando anche la provenienza del cuore donato, riferita a un donatore di Bolzano, e come tale dettaglio possa influire sulla comprensione complessiva della tempistica chirurgica. L’esito del Riesame deciderà se la sospensione dell’attività professionale resta valida o se saranno necessarie misure alternative, in un contesto in cui la comunità sanitaria di Napoli continua a seguire con apprensione gli sviluppi del caso.

Dal punto di vista giudiziario e sanitario, resta fondamentale distinguere tra fatti accertati, elementi ancora da chiarire e ipotesi investigative. In questa fase, non è possibile attribuire responsabilità definitive a chicchessia: la dinamica è ancora al vaglio degli inquirenti, e la famiglia Caliendo continua a chiedere chiarezza su quanto accaduto in sala operatoria e sui passaggi che hanno condotto al decesso del bambino.

Secondo quanto riportato da cronachedellacampania.it, la vicenda resta aperta e la verità sui tempi della procedura non è ancora definita. Il verdetto del Riesame arriverà in tempi che la comunità giudiziaria e sanitaria attende con attenzione, per capire se le procedure trapiantologiche possano essere lette in modo diverso e se le responsabilità possano essere attribuite in modo definitivo o solo potenzialmente.

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