Vent’anni dopo aver fatto nascere una generation di umorismo nato sul web, The Jackal raccontano come un gruppo napoletano sia riuscito a trasformare la comicità digitale in un fenomeno nazionale, capace di attraversare YouTube, cinema, televisione e streaming senza rinunciare alle radici della città.
Nati a Napoli nel 2005, i The Jackal sono stati fondati da Ciro Priello, Francesco Capaldo, Simone Russo e Alfredo Felaco. Il nome, ispirato al termine inglese jackal, richiama quel metodo di “sciacallaggio” dei film preferiti che li spinse a creare parodie e contenuti destinati al web. Da subito, l’obiettivo fu superare i confini di una nicchia partenopea grazie alla forza della comunità online e a una logica produttiva che valorizzava l’interazione con il pubblico in rete.
Prima delle vette mainstream, però, c’era la rete. Tra i progetti di esordio, Lost in Google, una webserie del 2011 che segnò la prima fase di un gruppo in sintonia con i tempi: spettacolo costruito sull’osservazione della realtà quotidiana e sulla capacità di trasformare fenomeni culturali pop in materiale comico. È in questa dinamica che sta una delle cifre identificative della comicità dei The Jackal: osservare ciò che accade intorno a loro per restituirlo in chiave ironica, ma mai scollegata dalla vita reale.
Poi arrivò una svolta decisiva: Gli effetti di Gomorra sulla gente, del 2014. Nel ciclo di video dedicato all’ossessione collettiva per la serie Gomorra – La vera rete di un fenomeno culturale – Priello impersona il signor Cavastano, estraneo al contesto criminale ma immerso nel lessico e nelle dinamiche della fiction. Il risultato fu virale: la webserie superò i 10 milioni di visualizzazioni su YouTube, una cifra che, in quell’epoca, fece reconhecere ai The Jackal un posto di rilievo nel panorama dell’intrattenimento digitale. Tra i cameo più significativi, spiccò la partecipazione di Salvatore Esposito (Gennaro Savastano) e, in seguito, anche Roberto Saviano, segnando una fragmentata transizione dal web al dialogo pubblico su temi di forte attualità.
La storia non si esaurisce nello schermo: gli Jackal hanno progressivamente ampliato la loro attività oltre la rete, mantenendo però una matrice produttiva che li ha visti protagonisti di progetti eterogenei. Nel frattempo la formazione si è evoluta: accanto a Priello sono entrati Fabio Balsamo, Gianluca Fru e Aurora Leone, con Balsamo che si è aggregato al gruppo nel 2015. Questa evoluzione ha aperto la strada a contenuti differenti pur conservando la cifra di partenza: una comicità inquieta, ironica e profondemente radicata nel tessuto urbano di Napoli.
Una delle voci più rappresentative di questa maturazione è Pesci Piccoli, una serie ambientata in una piccola agenzia pubblicitaria. La prima stagione ha esplorato una quotidianità quasi surreale, tra clienti assurdi, ambizioni sproporzionate e relazioni personali complicate. La seconda stagione, rilasciata su Prime Video il 13 giugno 2025, ha ampliato la narrazione con otto episodi, offrendo spazio anche al lato umano dei protagonisti. Le riprese hanno coinvolto Napoli e, in particolare, Ponticelli, dove è stata ricostruita l’agenzia al centro della vicenda.
Il legame con la città resta una costante: Napoli non è solo sfondo, ma carne viva della creatività. The Jackal hanno saputo trasformare una comicità fortemente napoletana in un linguaggio nazionale, capace di spostarsi tra dialetto, contesti popolari e formati sofisticati. E se vent’anni dopo la nascita della crew, la loro traiettoria continua a proiettarsi in nuove vie, resta una cifra di riferimento per comprendere come i contenuti nati sul web possano attraversare la scena televisiva e cinematografica senza perdere la “sciacallina” essenza che li ha resi un fenomeno.
Nel marzo del 2026, hanno approdato in prima serata su Rai 2 con Stasera a letto tardi, uno show che prende forma attorno al loro umorismo e a un cast di bambini protagonisti in ciascuna puntata. Un passaggio simbolico che consacra la parabola di un gruppo nato su YouTube, cresciuto in televisione e pronto a dialogare con un pubblico sempre più ampio, senza rinunciare al cuore della loro Napoli.
Secondo quanto riportato da www.cronachedellacampania.it, la storia dei The Jackal resta una chiave di lettura importante per capire come la comicità partenopea sappia dialogare con l’intera nazione, mantenendo un rapporto stretto con il territorio di origine e la sua capacità di reinventarsi costantemente.
