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Campania blindata contro Terra dei Fuochi: blitz con 800 pattuglie, 68 denunciati e un arrestato

Campania blindata contro Terra dei Fuochi: blitz con 800 pattuglie, 68 denunciati e un arrestato

Titolo: Terra dei Fuochi: controlli intensificati aprono una nuova fase di responsabilità pubblica

Una nuova ondata di controlli nella Terra dei Fuochi è scattata tra Napoli e Caserta: circa 800 pattuglie impegnate in poche settimane e un arresto registrato tra i denunciati, nel contesto di una vigilanza che punta a rafforzare la prevenzione ambientale e la presenza dello Stato sul territorio, con particolare attenzione ai contesti di degrado e illegalità.

Secondo quanto riportato da cronachedellacampania.it, l’iniziativa è stata predisposta dai prefetti di Napoli e Caserta, Michele Di Bari e Lucia Volpe, e si inserisce nel programma operativo Strade Sicure – Terra dei Fuochi, coordinato dal Reggimento Lancieri di Aosta. La gestione di questa campagna interforze trae linfa dall’esigenza di creare una cornice comune tra polizie locali, forze di polizia e forze armate per aumentare la percezione di controllo sul territorio.

Il bilancio della inchiesta sul campo è pesante: 68 persone deferite all’autorità giudiziaria e un arresto formalizzato. L’attività di prevenzione ha privilegiato i controlli su strada: oltre 3.500 veicoli ispezionati, 60 veicoli sequestrati, di cui 27 sottoposti a sequestro penale per trasporto illecito di rifiuti. Una fotografia che racconta non solo di irregolarità, ma anche di una rete di pratiche illegali che attraversa vari comparti dell’economia locale.

Gli accertamenti hanno preso di mira una pluralità di comuni dell’area metropolitana: Afragola, Boscoreale, Brusciano, Casoria, Frignano, Giugliano in Campania, Parete, San Marcellino, Volla e Grazzanise. Tra gli esiti più significativi, le verifiche hanno messo in luce l’uso di cassonetti, furgoni e motocarri connessi a trasporti di rifiuti senza le prescritte iscrizioni all’Albo nazionale gestori ambientali. Proseguono i controlli su diverse tipologie di rifiuti, sia pericolosi sia non pericolosi, e si registrano misure di sequestro anche in contesti di rara reperibilità.

Discariche abusive e roghi sono stati individuati in flagranza in varie situazioni; a Grazzanise è scattata una denuncia e il sequestro di un fondo di circa 2.000 metri quadri, dove è stato rinvenuto un cumulo di circa 150 metri cubi di rifiuti edili, tra cui materiali contenenti eternit. Sul fronte della filiera produttiva, sono stati complessivamente 25 i sequestri su 31 controlli effettuati, con segnali concreti di attività illegale legata al ciclo di gestione dei rifiuti.

Nel Giuglianese, l’attenzione si è concentrata su un’area agricola dove un uomo è stato fermato mentre dava fuoco a rifiuti plastici; un episodio similare è stato rilevato anche in un’altra località del medesimo territorio, a ulteriore dimostrazione che la prevenzione non si limita ai centri abitati ma attraversa anche le zone rurali marginali.

L’uso di telecamere investigative occulte nelle zone a maggiore rischio ha permesso di individuare otto episodi di abbandono di rifiuti in comuni quali Boscoreale, Giugliano in Campania, Gricignano di Aversa, Orta di Atella e San Paolo Belsito, rafforzando la possibilità di risalire agli autori e di intervenire in modo mirato.

Una cornice di controllo più ampia è stata fornita anche dall’attenzione sulla cantieristica navale: la Polizia Metropolitana di Napoli ha effettuato cinque sequestri, tra cui due cantieri abusivi ricavati in grotte tufacee a Posillipo. L’operazione si inquadra in un ciclo di interventi straordinari che, come riportato dalle prefetture, ha contribuito a una significativa riduzione dei roghi di rifiuti nell’area compresa tra Napoli e Caserta nell’estate 2026.

In chiusura, l’intera azione evidenzia una stagione di vigilanza più strutturata, capace di mettere a sistema segnali di illegalità diffusa e di dare corpo a una gestione più rigida del ciclo dei rifiuti. Rimane, tuttavia, la domanda su quali strumenti strutturali, oltre i controlli a campione, possano garantire una tenuta efficace nel tempo e assicurare una risposta coerente alle esigenze di tutela ambientale e di salute pubblica dei territori interessati.

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