Acerra piange un centauro, ma la fotografia delle strade campane resta cruda: una sequenza di lutti che parla di sicurezza e di dignità delle vittime della strada.
Un motociclista ha perso la vita questo pomeriggio lungo la SS162dir “del Centro Direzionale”, all’altezza di Acerra. L’impatto è stato descritto dagli operatori presenti sul posto come estremamente violento: nonostante l’intervento dei soccorritori del 118, per l’uomo non c’è stato nulla da fare. L’accesso al tratto è stato temporaneamente interdetto per permettere rilievi e la rimozione del veicolo, con deviazioni indicate lungo l’asse Mediano per chi viaggiava in direzione Acerra. Secondo le prime informazioni, la vittima era al volante di una moto e stava percorrendo la tratta da Napoli verso la località vesuviana; le cause sarebbero ancora in fase di accertamento e non è escluso che l’indagine possa esaminare anche l’eventuale coinvolgimento di altri veicoli, circostanza al momento considerata poco probabile dagli investigatori.
La tragedia di Acerra si inserisce in una cornice di lutti che nell’ultimo periodo ha preso di mira Napoli e provincia. È di domenica scorsa la morte di un ragazzo di 22 anni, Roberto Ancona, di San Cipriano d’Aversa, precipitato lungo la Domiziana, la statale 7 quater, nel tratto di Varcaturo. Secondo le informazioni disponibili, l’auto su cui viaggiava insieme a un amico di 20 anni ha terminato contro il guardrail; mentre cercava di aprire la strada per segnalare l’incidente, è stato urtato da un veicolo in transito e ucciso. Il giorno seguente, un ciclista di 27 anni di nazionalità indiana è deceduto a Ponticelli, periferia est della città; l’uomo è stato tamponato da un’auto, e nonostante l’automobilista si sia fermato per prestare soccorso, le ferite hanno avuto esito fatale. Nello stesso periodo, una studentessa di 17 anni è morta all’ospedale Cardarelli dopo essere stata investita sulle strisce pedonali in Corso Secondigliano.
Non si tratta di casi isolati: ad aprile-maggio-giugno di quest’anno, altre vittime avevano acceso i riflettori su diverse arterie della regione. Un uomo di 54 anni è deceduto a Saviano, dopo uno schianto contro un palo dell’illuminazione in via Sant’Erasmo; a Napoli, in via Caracciolo, un pedone di 60 anni è stato investito e ucciso da un motociclista senza patente né assicurazione, che si sarebbe dato alla fuga prima dell’alt dei carabinieri; a Afragola un giovane di 27 anni è deceduto dopo un ricovero di giorni in terapia intensiva seguito a un incidente in moto.
I dati che emergono dall’analisi statistica della cronaca recente sono drammatici. Nel capoluogo partenopeo, nel 2025 sono stati registrati oltre 2.600 incidenti con un totale di 27 decessi e oltre 3.300 feriti. In Campania, i sinistri hanno superato quota 11.000 con 244 vittime. Il quadro resta estremamente preoccupante, e la cronaca quotidiana continua ad aggiornarsi con nuovi episodi che, pur non avendo sempre collegamenti tra loro, disegnano una realtà in cui la sicurezza stradale resta una priorità non élitaria per chi dovrebbe proteggere i cittadini.
Secondo quanto riportato da www.cronachedellacampania.it, i numeri del 2025 testimoniano una “strage silenziosa” su cui è necessario riflettere: infrastrutture, manutenzione, educazione stradale e controlli sono elementi che richiamano l’attenzione delle istituzioni e della cittadinanza. Le autorità hanno assicurato che continueranno a vigilare, a raccogliere dati e a verificare ogni possibile elemento rilevante per chiarire dinamiche e responsabilità. Nel frattempo, la sicurezza resta un obiettivo da valorizzare attraverso interventi mirati, perché ogni lutto sulle strade, anche se isolato, è una perdita che riguarda l’intera comunità.
