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Violenza e rapine a Vico Equense: individuato e catturato il responsabile delle torture contro tre giovanix

Di Redazione13 Agosto 2026 - 09:5335 secondi fa 2 min di lettura
Violenza e rapine a Vico Equense: individuato e catturato il responsabile delle torture contro tre giovanix

Vico Equense: Arrestato un 46enne per torture e rapine su tre giovani

La cronaca di Vico Equense si arricchisce di un nuovo capitolo di violenza e illegalità. I Carabinieri della Compagnia di Benevento hanno arrestato un 46enne, condannato a 9 anni e 6 mesi di reclusione per gravi reati, tra cui tortura e sequestro di persona. L’arresto è avvenuto nella tarda mattinata di ieri, dopo un’accurata indagine che ha svelato un quadro criminale inquietante.

Le indagini sono iniziate lo scorso dicembre, quando durante un controllo stradale i militari hanno notato un giovane con evidenti segni di violenza. La scoperta di segni di percosse sul volto ha immediatamente attivato una serie di accertamenti che hanno portato a rivelare una violenta serie di eventi. Gli investigatori, coordinati dalla Procura della Repubblica di Benevento, hanno ricostruito il drammatico copione: tre giovani, uno dei quali minorenne, sono stati convocati in casa dal loro aggressore.

Una volta all’interno, l’incubo ha avuto inizio. Sottoposti a maltrattamenti fisici e psicologici, le vittime si sono trovate a fronteggiare un gruppo violento armato di coltelli e manganelli. Non solo sono stati picchiati, ma uno di loro è stato costretto a tentare bonifici, riuscendo a prelevare alla fine solo quanto gli aggressori riuscivano a ottenere: contanti, smartphone e l’auto di una delle vittime. Alla fine, la rapina ha fruttato 250 euro a uno sportello Bancomat, con il giovane obbligato a eseguire il prelievo sotto minaccia.

Il GIP del Tribunale di Benevento ha emesso, il 9 marzo 2024, un’ordinanza di custodia cautelare per le quattro persone implicate. Solo ieri, dopo la conferma dei suoi precedenti, il 46enne è stato localizzato a Vico Equense, dove si era nuovamente stabilito nella speranza di rifarsi una vita. Dopo le formalità di rito, è stato trasferito nel penitenziario di Poggioreale, dove rimarrà in attesa di scontare la pena prevista.

Questa vicenda, oltre a confermare la brutalità di certi episodi di criminalità, mette in luce il lavoro instancabile delle forze dell’ordine, che continuano a combattere contro un sistema mafioso radicato e violento. La speranza è che la giustizia faccia il suo corso e che simili atti non restino impuniti.