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Striano, stabilimento dolciario sotto sequestro: gravi violazioni ambientali e preoccupazione tra i cittadini

Di Redazione6 Agosto 2026 - 11:3727 secondi fa 3 min di lettura
Striano, stabilimento dolciario sotto sequestro: gravi violazioni ambientali e preoccupazione tra i cittadini

A Striano, il fiume Sarno torna a far parlare di sé, ma questa volta in un contesto che non può lasciare indifferenti i cittadini e i residenti dell’area. Il 4 agosto 2026 si è consumato un nuovo episodio critico: il sequestro dello stabilimento della I.D.A.V. SpA, nota azienda dolciaria del comune, a causa di gravi violazioni ambientali. Un’operazione che getta un’ombra inquietante su una delle risorse idriche più importanti della Campania.

Le forze dell’ordine sono intervenute in seguito a un’indagine condotta dalla Procura della Repubblica di Torre Annunziata. Il sequestro, portato a termine dalla Capitaneria di Porto di Castellammare di Stabia, con il supporto dei Carabinieri di Striano, ha evidenziato irregolarità preoccupanti nel ciclo produttivo della società. Ma cosa significa tutto questo per chi vive e lavora nelle vicinanze di fiumi e fabbriche?

Secondo quanto riportato da www.cronachedellacampania.it, la I.D.A.V. non è nuova a questi problemi: nel dicembre 2024, l’impianto era già stato messo sotto sequestro per reati correlati all’inquinamento, tra cui scarichi abusivi e violazioni edilizie. Nonostante ciò, nel luglio 2025, il Tribunale aveva disposto il dissequestro, imponendo però ferree restrizioni sull’attività produttiva. Eppure, stando alle nuove verifiche, l’azienda si è rimessa all’opera senza aver ottenuto le necessarie autorizzazioni ambientali. Un vero e proprio affronto alla normativa vigente.

Gli accertamenti hanno svelato che le acque reflue industriali venivano disperse illegalmente nell’area circostante e raccolte in cisterne adiacenti al canale rio Foce. Ancora più inquietante è il fatto che le autorizzazioni alle emissioni atmosferiche fossero già sospese dal Comune di Striano, eppure le attività continuavano senza alcun rispetto del divieto imposto. “Serve più attenzione”, commentano sconsolati molti residenti che vivono a pochi passi da questo stabilimento.

Le conseguenze per l’ambiente e la comunità sono già palpabili. Se non si interviene con decisione, il rischio di un grave danno ambientale si fa sempre più concreto. In un contesto già segnato da un passato di inquinamento e degrado, questa nuova vicenda non fa che sollevare interrogativi su quanto sia realmente sicura l’aria che respirano e l’acqua che utilizzano i cittadini del posto. Le forze dell’ordine hanno così dovuto procedere con un sequestro urgente dell’area di 5.000 mq, un intervento che parla chiaro: la salute e la sicurezza della comunità devono venire prima di tutto.

La magistratura, assieme all’ARPAC, ha avviato un’inchiesta più ampia per contrastare ogni forma di inquinamento nella regione, con l’obiettivo di tutelare non solo il fiume Sarno, ma anche l’intero ecosistema della penisola sorrentina. E, in un momento di crescente preoccupazione per il futuro ambientale, il procedimento è ancora in corso. È fondamentale che i cittadini siano informati e che vengano loro garantite risposte sui provvedimenti che verranno presi.

Da un lato, c’è la speranza che si possano fare progressi significativi nella lotta contro l’inquinamento; dall’altro, la paura che le istituzioni non agiscano con la tempestività necessaria. “La città merita risposte”, è il messaggio che emerge con chiarezza tra i residenti, che ora più che mai chiedono interventi concreti per preservare il proprio territorio.

Questa vicenda rappresenta un punto cruciale della lotta per un ambiente più pulito e sicuro, e i cittadini di Striano non possono affatto permettersi di abbassare la guardia. La questione non è solo di cronaca, ma riguarda il futuro stesso della comunità e della sua qualità di vita. La domanda, adesso, resta sul tavolo: quali misure concretizzeranno le istituzioni per garantire la sicurezza ambientale e la salute dei cittadini?