Sorrento libera da abusi: abbattuto un immobile dopo quasi vent’anni di battaglie legali
È finalmente giunta a una conclusione una delle vicende di abusivismo edilizio più intricate della Costiera sorrentina. Nella giornata di ieri, 7 agosto, Sorrento ha assistito alla demolizione di un manufatto abusivo in via Santa Lucia 27, di proprietà dei coniugi Michelangelo Scannapieco e Maria Elefante. Un evento atteso da anni, che segna un passo importante nella lotta contro l’abusivismo edilizio nella nostra amata regione.
Il piano di abbattimento ha ricevuto il via libera dal Tribunale di Torre Annunziata, giungendo a compimento dopo diciannove anni caratterizzati da appelli e tentativi di rinvio. Da quanto si apprende attraverso www.cronachedellacampania.it, il provvedimento esecutivo si basa su una sentenza del 2007, la quale è diventata definitiva oltre un decennio fa.
L’immobile, purtroppo per i proprietari, sorgeva in un’area particolarmente protetta dal punto di vista urbanistico e ambientale. Dotato di un volume di circa 400 metri cubi, non poteva in alcun modo essere regolarizzato a causa delle sue caratteristiche incompatibili con le leggi vigenti. Infatti, si trovava in una zona classificata come agricolo-ambientale secondo il Piano Urbanistico Comunale e sottoposta a vincoli paesaggistici e sismici. Non ci sono stati margini per alcuna sanatoria.
Negli anni, il Comune di Sorrento aveva emesso vari ordini di demolizione, molti dei quali ignorati. Questa situazione ha portato all’acquisizione del bene al patrimonio comunale, ma l’immobile è rimasto in possesso dei proprietari, alimentando un contenzioso che sembrava non avere fine.
Anche gli sforzi degli stessi coniugi per autodemolirlo si erano rivelati vani. Nel 2024, la Procura aveva concesso l’autorizzazione, ma la revoca successiva dimostrava che le operazioni erano state parziali e insufficienti. A nulla è valsa la richiesta di accertamento di conformità e gli altri ricorsi al TAR Campania.
L’intervento delle forze dell’ordine, che ha incluso il coordinamento del Commissariato di Pubblica Sicurezza di Sorrento, è stato decisivo per garantire che le operazioni di abbattimento avvenissero senza intoppi. Con il supporto dei Carabinieri e della Polizia Municipale, l’abbattimento si è attuato in un clima di sicurezza e ordine.
La demolizione di questa costruzione abusiva non è solo una vittoria giuridica, ma un segnale forte e chiaro nella lotta all’abusivismo edilizio nella Penisola sorrentina e nel resto dell’area vesuviana. Il fenomeno dell’abusivismo continua a preoccupare i cittadini, pregiudicando il patrimonio naturale e paesaggistico che tutti noi amiamo e desideriamo proteggere.
Dopo quasi vent’anni di attesa e tribunali, Sorrento si riappropria di un pezzo del suo territorio, chiudendo un capitolo che ha lasciato il segno non solo nel panorama architettonico ma anche negli animi dei residenti. La domanda ora è come procedere da qui: questo può essere un inizio per un maggior controllo e una maggiore attenzione ai temi dell’urbanistica. I cittadini, sempre più coinvolti, chiedono garanzie: che episodi simili non si ripetano e che il rispetto delle norme non sia solo un’opzione, ma una regola.
La città è pronta a tornare a ridere, a sorridere, e per farlo deve ripartire dalla legalità e dalla tutela del proprio ambiente. La strada è ancora lunga, ma i segni positivi iniziano finalmente a farsi sentire.