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Negligenza fatale: il medico legale svela le gravi omissioni nell’assistenza a Maradona al processo di San Isidrox

Di Redazione12 Agosto 2026 - 06:4434 secondi fa 2 min di lettura
Negligenza fatale: il medico legale svela le gravi omissioni nell’assistenza a Maradona al processo di San Isidrox

Maradona: Emergenze inascoltate e l’ombra della negligenza medica nel processo di San Isidro

In un drammatico sviluppo processuale, il Tribunale di San Isidro si trova a far luce su uno dei capitoli più controversi della sanità argentinale, ovvero la gestione medica di Diego Armando Maradona. Durante l’ultima udienza del processo che coinvolge sette operatori sanitari, emerge un quadro preoccupante: i sintomi allarmanti mostrati dal leggendario calciatore furono ignorati, contribuendo a una drammatica agonia durata dodici ore, prima della sua morte avvenuta nel novembre 2020.

La testimonianza del medico legale Carlos Cassinelli ha messo in evidenza con nettezza il protocollo di negligenza a cui Maradona è stato sottoposto. Due settimane dopo l’intervento neurochirurgico, l’ex campione manifestava segni clinici inequivocabili: edemi, ipertensione e difficoltà respiratorie. Cassinelli ha dichiarato che tali indicazioni avrebbero dovuto spingere il personale sanitario a un intervento immediato, ma questa risposta non è mai avvenuta, culminando in una condizione fatale.

L’aspetto più inquietante di questa vicenda riguarda la decisione di ricoverare Maradona presso la propria abitazione a Tigre, una scelta che, secondo gli esperti, ha rivelato gravi carenze strutturali rispetto alle esigenze di un paziente così complesso. La casa, infatti, non era attrezzata per gestire le complicazioni post-operatorie del campione, un errore di valutazione che potrebbe costare caro agli imputati, tra i quali figurano medici e infermieri ritenuti responsabili di controlli insufficienti.

Le posizioni difensive degli imputati rimangono ferme: nessuna responsabilità diretta per la morte del campione. Essi sostengono di aver agito in buona fede e di aver affrontato una situazione clinica imprevedibile. Tuttavia, il clima di crescente attenzione verso il caso e le considerazioni fatte in aula pongono interrogativi inquietanti sulla qualità delle cure e sulla responsabilità di chi era preposto al benessere del “Pibe de Oro”.

Il processo, carico di tensioni e aspettative, continua a suscitare un notevole interesse nazionale. Le udienze, previste per protrarsi oltre il mese, hanno il potenziale di modificare radicalmente la narrativa sanitaria in Argentina, ponendo questioni etiche e legali particolarmente rilevanti. Il destino dei sette membri dello staff medico è appeso a un filo, mentre il paese ancora una volta si trova a confrontarsi con un’ombra di responsabilità, afflitta dall’idea che un mito possa essere stato lasciato morire in solitudine.