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Marano, il Tribunale boccia Morra e Carandente: decisione storica dopo il ricorso del Viminale

Di Redazione4 Agosto 2026 - 15:2329 secondi fa 3 min di lettura
Marano, il Tribunale boccia Morra e Carandente: decisione storica dopo il ricorso del Viminale

A Marano di Napoli, la situazione è più che mai turbolenta: Matteo Morra, ex sindaco, e Luigi Carandente, già assessore comunale, sono stati messi alla porta dalla politica. Il Tribunale di Napoli Nord ha stabilito che i due non potranno candidarsi per elezioni future a causa di legami con infiltrazioni mafiose, un epilogo che riempie di preoccupazione i cittadini maranesi.

È il Ministero dell’Interno a muovere i fili di questa complessa vicenda. Secondo quanto riportato da www.cronachedellacampania.it, il decreto di scioglimento del Consiglio comunale, formalizzato il 5 settembre 2025, ha aperto la strada a questa sentenza. La relazione della commissione di accesso, allegata al decreto, ha evidenziato ingerenze della criminalità organizzata nell’azione amministrativa, mettendo a rischio l’integrità del comune.

Il clima a Marano è denso di interrogativi. I cittadini che, da tempo, osservano una lenta erosione della fiducia nelle istituzioni, si chiedono come sia possibile che i legami con organizzazioni criminali siano giunti fino a questo punto. “La città merita risposte,” è il pensiero che circola tra molti residenti e attivisti locali.

Lo scioglimento del Comune non è solo un atto formale: si tratta di una sanatoria necessaria per restituire ai cittadini un’amministrazione credibile e trasparente. I collegamenti tra l’ex sindaco, il vicesindaco e imprenditori considerati legati al crimine organizzato, come evidenziato nel decreto, non possono non destare allarme. Basti pensare alle decisioni di affidamento a imprese con precedenti antimafia discussi.

Il procedimento che ha portato a questa sentenza non è certo isolato. Infatti, l’intervento del Prefetto di Napoli, seguito alla scoperta delle irregolarità, ha comportato la sospensione immediata della giunta e la gestione dell’ente a una commissione straordinaria. Ma questo è solo un capitolo di una storia che si snoda attraverso anni di incuria e mala gestione.

Sotto il profilo giudiziario, la sentenza che inibisce Morra e Carandente dall’elettorato passivo è destinata a far discutere. È uno dei primi pronunciamenti che segue uno scioglimento per infiltrazioni mafiose e rafforza l’azione del Governo contro la mala amministrazione. Tuttavia, la decisione è solo provvisoria; i due ex amministratori possono ancora fare ricorso, portando avanti la loro battaglia legale.

Contrastare la criminalità organizzata e ripristinare la dignità di Marano è una questione cruciale. La città non può permettersi di essere ostaggio di legami illeciti. Ora, la comunità attende con ansia il prossimo passo: riusciranno le istituzioni a garantire un futuro libero da ombre di crimine? “Bisogna intervenire prima che accada qualcosa di peggio,” è un timore che si sente ripetere tra le vie e piazze del comune.

In questa delicata fase, il dibattito è aperto. I cittadini, più che mai, sono chiamati a vigilare e a chiedere trasparenza. Marano ha bisogno di essere risolta, di risposte concrete e di un cambiamento genuino che restituisca orgoglio e credibilità ai propri concittadini. Il messaggio è chiaro: la justizia deve accertarsi che il passato non si ripeta, e che il futuro di Marano sia finalmente libero da entrature oscure.