Home Ultime Notizie Investigation reveals Lavitola and Tavares’ criminal plot: the…
Ultime Notizie

Investigation reveals Lavitola and Tavares’ criminal plot: the disturbing plan behind the attack on Ranucci

Di Redazione11 Agosto 2026 - 11:5532 secondi fa 2 min di lettura
Investigation reveals Lavitola and Tavares’ criminal plot: the disturbing plan behind the attack on Ranucci

Titolo: Un puzzle criminale: le indagini rivelano il complotto contro Ranucci

La recentissima indagine sull’attentato dinamitardo contro Sigfrido Ranucci, conduttore di Report, svelano un intricato intreccio di relazioni criminali. Sullo sfondo emerge il nome di Valter Lavitola, un ex faccendiere con legami ambigui, a cui viene attribuito il ruolo di mandante del raid. Insieme a lui vi è Gomes Clesio Tavares, un socio camerunense attualmente latitante, ricercato dalle autorità italiane.

Le carte dellʼinchiesta, attualmente sotto l’attenzione della Procura di Roma, tracciano un percorso inquietante. Lavitola e Tavares, legati da un passato comune in carcere, sembravano avere instaurato un rapporto di fiducia capace di culminare in un piano criminale. Già nel gennaio 2026, Tavares ha inviato un selfie che immortalava il trio: lui stesso, Lavitola e Ranucci, che sembravano dare il segno di una relazione amichevole. Tuttavia, la realtà si è rivelata ben diversa e l’immagine è diventata uno dei punti chiave dell’inchiesta.

Lavitola, descritto come il “vertice” dell’operazione, avrebbe commissionato a Tavares di reperire esplosivo per colpire Ranucci. La strategia prevedeva addirittura un sopralluogo congiunto dei due nei pressi dell’abitazione del giornalista per pianificare l’attacco. Questo approccio dimostra una meticolosità allarmante nel preparare l’atto criminoso.

La notte dell’attentato, avvenuto il 16 ottobre, Lavitola e Tavares avevano analizzato i movimenti della scorta di Ranucci. L’esplosione è stata programmata per un momento in cui la zona sembrava tranquilla, riducendo al minimo il rischio per le persone coinvolte. Il destinatario della violenza, infatti, secondo il Gip non doveva subire danni, ma piuttosto vedere accresciuta la sua visibilità mediatica in vista di una futura carriera politica.

Dalle intercettazioni e dai tabulati telefonici, emerge un’ulteriore prova della pianificazione criminale: silenzi comunicativi precisi e calcolati tra i membri del gruppo durante i momenti clou del raid. Questo comportamento, associato al monitoraggio del giornalista, dimostra un grado di preparazione che porta a ritenere Lavitola e Tavares come figure centrali in questo triste episodio.

In particolare, la dinamica del caso ha portato Lavitola in carcere, mentre Tavares continua a sfuggire alla giustizia. Le dichiarazioni di Carmine Colucci, titolare di una concessionaria, rivelano la consapevolezza delle attività illecite del gruppo, nonostante la sua non conoscenza del piano attacco.

Così, mentre la storia di questi due uomini si intreccia con la vita di un giornalista in cerca di verità, le indagini continuano a fare luce su un atto di violenza che ha scosso non solo un singolo ma un intero sistema di relazioni pericolose. La Procura di Roma ha confermato come il ridicolo del piano, anziché sfociare in un successo, possa invece portare all’esposizione di un mondo sotterraneo che opera dalla semi-ombra, tracciando rotte invisibili nella criminalità organizzata italiana.