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Capri, l’Area Marina Protetta è realtà: finalmente il via libera dopo decenni di attesa

Di Redazione4 Agosto 2026 - 18:2437 secondi fa 3 min di lettura
Capri, l’Area Marina Protetta è realtà: finalmente il via libera dopo decenni di attesa

Dopo decenni di attese e battaglie ambientali, Capri abbraccia un futuro di speranza: l’approvazione della legge che sancisce la nascita dell’Area Marina Protetta “Isola di Capri” rappresenta finalmente un passo decisivo per la salvaguardia di uno dei gioielli del Mediterraneo. La notizia, che inorgoglisce non solo gli amanti della natura ma anche tutti coloro che si scoraggiano di fronte alle sfide ecologiche, è stata accolta con entusiasmo dalla comunità locale e dagli attivisti.

Con l’iter parlamentare completato dalla VIII Commissione Ambiente della Camera, il Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica avrà sei mesi per mettere in atto le misure necessarie a rendere pienamente operativa l’ampia area di tutela. Così, oltre a colmare un vuoto normativo che perdurava da oltre quarant’anni, il provvedimento distingue chiaramente due percorsi di gestione: quello della nuova AMP “Isola di Capri” e quello di “Punta Campanella”, garantendo una migliore focalizzazione nella salvaguardia dei rispettivi ecosistemi.

Questa iniziativa non solo rappresenta un traguardo storico per l’isola, ma si allinea perfettamente con gli obiettivi europei della Strategia 30×30, miranti a proteggere il 30% delle aree marine entro il 2030. Per anni, Capri, pur essendo tra le mete più visitate del Mediterraneo, è stata priva di adeguati strumenti per la tutela del suo patrimonio naturale.

“È una vittoria per la biodiversità”, ha commentato la presidente di Marevivo, Rosalba Giugni, la quale ha sottolineato il valore di questo traguardo: “Marevivo nasce a Capri oltre quarant’anni fa e ha sempre lottato per la preservazione del nostro mare. Quest’area non deve solo proteggere, ma diventare un centro di ricerca, educazione e monitoraggio della biodiversità.” Tra i progetti già attivi, spicca “Delfini Guardiani”, che mira a coinvolgere le scuole delle isole minori in un percorso di sensibilizzazione ambientale.

La soddisfazione di Marevivo è palpable, ma non mancano le preoccupazioni. Critico è l’appello lanciato per garantire adeguate risorse economiche. “La riduzione del 23% dei fondi destinati ai Parchi Nazionali e alle Aree Marine Protette ci preoccupa,” afferma Giugni. La Fondazione auspica che la prossima Legge di Bilancio possa reintegrare i finanziamenti, assicurando la sostenibilità della gestione ambientale.

Ma oltre ai fondi, la vera sfida sarà rendere Capri un esempio di sviluppo sostenibile, un equilibrio prezioso tra conservazione della biodiversità, ricerca scientifica e turismo responsabile. Questo è l’obiettivo ambizioso che si pone la fondazione. In un’epoca in cui il cambiamento climatico e il degrado ambientale chiedono a gran voce interventi concreti, Capri ha l’opportunità di porsi come leader nella tutela marina.

E ora, mentre la comunità attende con trepidazione l’attuazione di questa nuova realtà, resta una domanda aperta: quali sforzi concreti verranno messi in campo per garantire che questa area protetta non risulti solo un’etichetta, ma un modello di sostenibilità autentica? Il territorio e i cittadini osservano con scrupolo, sperando che non si tratti solo di parole, ma di azioni tangibili in difesa della loro amata isola.