A Caivano, un’ombra di responsabilità si allunga sugli ex amministratori, a partire dall’ex sindaco Antonio Falco, chiamati a rispondere di un danno erariale che ammonta a circa 100mila euro in seguito al dissesto finanziario dichiarato nel 2016. Una decisione che potrebbe avere ripercussioni significative sulla già delicata situazione economica della cittadina.
Come riportato da www.cronachedellacampania.it, la Corte dei conti della Campania ha condannato Falco a pagare 69.205 euro, mentre agli ex assessori Francesco Casaburo, Bartolomeo Perna, Enzo Pinto, Vincenzo Semonella e Giulio Di Napoli è stato contestato un importo totale di 31.142 euro. Un esito che non sorprende chi vive a Caivano, dove i segni del dissesto sono ancora visibili nelle strade e nei servizi pubblici.
I giudici hanno messo in evidenza la «gravità della colpa» degli amministratori, puntando il dito su atti di programmazione contabile ritenuti «non veritieri né prudenti». Questo non è solo un problema di matematica, ma di scelte politiche e amministrative che hanno segnato la vita quotidiana di famiglie e lavoratori. Le spese non sostenibili e le entrate non riscosse hanno creato un circolo vizioso che ha portato il Comune sull’orlo del baratro.
Uno degli aspetti più critici emersi durante l’inchiesta riguarda il Parco Verde, un’area di Caivano contrassegnata da anni di degrado. La Corte ha evidenziato la «inerzia dell’apparato amministrativo» nel recuperare somme dovute, un tema che risuona forte tra i cittadini che chiedono azioni concrete. La gestione degli immobili nel Parco Verde non è solo un problema di soldi, ma una questione di dignità e sicurezza per chi lì vive.
Nel contesto di grave difficoltà economica, la capacità dell’amministrazione di trasformare i crediti in entrate è stata valutata con estrema severità. Molti caivanesi si chiedono come sia possibile che somme dovute per canoni di locazione siano rimaste a lungo non riscosse, mentre i servizi pubblici soffrono per mancanza di fondi. La situazione fa riflettere: cosa devono aspettarsi i cittadini per l’avvenire?
I recenti sviluppi riportano sotto i riflettori una questione cruciale per la comunità: la responsabilità di chi ha governato e delle scelte compiute. La Corte dei conti ha reso chiaro che la responsabilità patrimoniale degli amministratori non è solo una formalità, ma un elemento chiave per garantire trasparenza e giustizia.
Il dramma di Caivano non è solo una questione di numeri, ma una realtà palpabile che colpisce famiglie, commercianti e studenti, tutti alle prese con i segni visibili di una mala gestione che persiste. La cittadinanza merita di conoscere gli sviluppi di questa vicenda, che va oltre il dato economico: è una questione di diritti, dignità e futuro.
In questo contesto, la domanda resta dolorosamente aperta: come può la comunità guardare avanti quando il passato continua a pesare sul presente? La città vede i suoi rappresentanti affrontare conseguenze legali, ma ciò che brama è un rinnovato impegno per il cambiamento.
Caivano aspetta risposte, concrete e tempestive. Chi vive questa realtà chiede di non essere dimenticato, perché oggi come ieri, lo sviluppo di un comune migliore e più giusto dipende dalla responsabilità di chi ha governato.
