A Vico Equense, il mare diventa un bene sempre più difficile da raggiungere. È questa la realtà preoccupante denunciata dai rappresentanti di Alleanza Verdi e Sinistra (Avs), che mettono in luce una situazione che calpesta il diritto costituzionale dei cittadini al libero accesso alle spiagge. “Privatizzazione surrettizia” del demanio marittimo: così definiscono l’operato delle autorità locali, in particolare con riferimento alle ordinanze comunali che sembrano ostacolare l’accesso alle spiagge pubbliche.
Un caso emblematico è quello della storica spiaggia del Pezzolo. Gli esponenti di Avs, tra cui il deputato Francesco Emilio Borrelli e il consigliere regionale Carlo Ceparano, lamentano una considerevole disparità di trattamento riguardo agli orari di accesso. Mentre alla vicina spiaggia delle Calcare è possibile rimanere fino alle 23:00, i cancelli del Pezzolo si chiudono senza pietà alle 19:00. E non è un semplice capriccio comunale; la sorveglianza è affidata ai privati, creando una situazione di grande confusione per i bagnanti.
Se la situazione al Pezzolo fa discutere, quella di un altro tratto del litorale ha dell’assurdo. Qui i cittadini si trovano a dover affrontare un accesso totalmente inaccessibile, dell’unico passaggio praticabile rappresentato dall’ascensore di una struttura ricettiva. Fino all’anno scorso, il tragitto verso la spiaggia era soggetto a un pedaggio di 9 euro a persona. Oggi, il l’ascensore è riservato esclusivamente a chi noleggia lettini e ombrelloni, trasformando quello che dovrebbe essere un bene comune in un’estensione di commercio privato.
“Assistiamo a un’azione coordinata e strisciante di privatizzazione delle nostre coste” attaccano Borrelli e Ceparano, che si chiedono come sia possibile subordinare l’accesso al mare al noleggio obbligatorio di attrezzature. “Questi provvedimenti non sono strumenti di tutela, ma una vera e propria dichiarazione di resa da parte del potere pubblico” aggiunge Rosario Lotito, richiamando l’attenzione sull’importanza di garantire a tutti i cittadini il diritto di fruizione del mare.
In risposta a questo degrado delle normative, Alleanza Verdi e Sinistra hanno già annunciato battaglia. Hanno richiesto la revoca immediata delle restrizioni orarie al Pezzolo e un’ispezione della Capitaneria di Porto per ripristinare l’accesso libero all’area servita dall’ascensore. Nei prossimi giorni verranno avviate verifiche istituzionali, con l’obiettivo di ripristinare legalità e diritti fondamentali su tutto il litorale di Vico Equense.
La questione è dunque aperta e solleva interrogativi importanti: come possono i cittadini difendere i propri diritti in un contesto che sembra ignorarli? Che futuro attende le spiagge libere nella nostra amata Campania? La comunità locale è in attesa di risposte, e l’attenzione sulle loro richieste non può essere né trascurata né sottovalutata. Il mare appartiene a tutti, e le barriere che lo ostacolano non possono più passare inosservate.

