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Uffici pubblici a Napoli nel mirino: denunciate condizioni insostenibili senza aria condizionata

La situazione degli uffici regionali in Campania sta destando preoccupazioni sempre più crescenti tra i lavoratori e i sindacati. Dopo un mese di silence e solleciti ignorati, i dipendenti delle Torri A6, C3 e C5 del…

Uffici pubblici a Napoli nel mirino: denunciate condizioni insostenibili senza aria condizionata

La situazione degli uffici regionali in Campania sta destando preoccupazioni sempre più crescenti tra i lavoratori e i sindacati. Dopo un mese di silence e solleciti ignorati, i dipendenti delle Torri A6, C3 e C5 del Centro Direzionale di Napoli, insieme ad altri uffici, si trovano a fronteggiare condizioni lavorative inaccettabili a causa della mancanza di un adeguato sistema di climatizzazione.

Secondo quanto riportato da www.cronachedellacampania.it, la FP Cgil Campania ha dovuto fare un passo estremo presentando un esposto al Servizio Prevenzione e Sicurezza negli Ambienti di Lavoro dell’Asl Napoli 1 Centro, richiedendo un intervento immediato. L’appello arriva dopo che un verbale redatto dagli organi competenti ha evidenziato le criticità microclimatiche degli ambienti, ma le soluzioni tardano ad arrivare e i disagi aumentano.

Il segretario degli Enti Locali della FP Cgil Campania, Luciano Nazzaro, esprime il malcontento generale: «Non è accettabile che la salute dei lavoratori venga ignorata. Siamo stati costretti a denunciare il problema per far sentire la nostra voce. Non possiamo permettere che i tempi burocratici compromettano il benessere di chi lavora per la nostra comunità». Già si registrano casi di malori tra i dipendenti, un segnale inquietante che dovrebbe subito allertare le istituzioni.

In un momento in cui il tema della sicurezza nei luoghi di lavoro è più che mai attuale, le richieste della FP Cgil si fanno chiare: misure immediate per garantire il funzionamento continuo della climatizzazione anche durante le ore notturne e nei weekend, l’introduzione di lavoro agile come soluzione provvisoria e, in caso di inadeguate condizioni, la sospensione dell’attività negli ambienti insicuri.

Le famiglie dei lavoratori, così come i cittadini di Napoli, non possono restare in silenzio di fronte a queste emergenze. Le istituzioni locali devono ascoltare e rispondere prima che la situazione degeneri ulteriormente. Resta una domanda cruciale: quale sarà la reazione della Regione Campania a questo appello urgente? La città attende risposte concrete, non solo promesse. Il benessere di chi lavora per la comunità non può essere considerato un dettaglio trascurabile.

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