Portico di Caserta: Rinviato a Giudizio per Diffamazione l’Inquilino di Facebook
È un’eco preoccupante quella che arriva da Portico di Caserta, dove la libertà d’espressione su Facebook si trasforma in un’ombra di controversia legale. Carmine Romano, 52 anni, originario di queste terre ma residente a Padova, si trova ora di fronte al giudice con l’accusa di diffamazione aggravata. La questione è stata sollevata dall’ex sindaco del comune, Giuseppe Oliviero, il quale si è visto danneggiato da contenuti condivisi sul social network lo scorso gennaio.
Secondo quanto riportato da www.cronachedellacampania.it, l’indagine della Procura di Santa Maria Capua Vetere ha portato alla luce due post pubblicati da Romano in un gruppo Facebook dedicato a Portico di Caserta, che conta oltre 5.100 membri. In queste pubblicazioni, l’ex primo cittadino viene associato a immagini e frasi bellicose, come un fotomontaggio che lo ritrae accostato a uno scarafaggio, e un altro in cui il suo volto si trova all’interno di un piatto, con una battuta infelice sulla sua somiglianza con un piatto tradizionale.
Il caso ha suscitato un acceso dibattito tra i residenti, molti dei quali si interrogano su quali siano i limiti della satira e della critica sui social. “Servono più regole”, affermano alcuni cittadini, preoccupati dal potere che hanno queste piattaforme nella diffusione di contenuti potenzialmente nocivi. La reazione della comunità non si è fatta attendere, con l’ex sindaco che si è immediatamente rivolto ai suoi legali, Gaetano e Raffaele Crisileo, per perseguire una giustizia che, per molti, sembra ormai necessaria.
La Procura, nel sostenere l’accusa, ha sottolineato la gravità della diffusione di simili contenuti, avvenuta attraverso un mezzo di comunicazione di massa come Facebook. La questione ha assunto contorni particolarmente rilevanti, all’interno della quale si intrecciano il rispetto per la reputazione dell’individuo e la libertà d’espressione che caratterizza la nostra società.
Oltre al rinvio a giudizio, i legali di Oliviero hanno dichiarato la volontà di costituirsi parte civile, mirando a ottenere un risarcimento per i danni morali e materiali subiti dal loro assistito. “La città merita una riflessione profonda su come ci si comporta online”, commentano i legali, chiudendo la loro dichiarazione con un invito alla responsabilità civica.
Il procedimento si svolgerà davanti al giudice della Prima sezione penale, Francesco Maione, e rappresenta un importante banco di prova non solo per Romano, ma anche per una comunità che si trova a dover affrontare il delicato equilibrio tra satira, critica e rispetto reciproco. La domanda che ora circola tra i residenti è inevitabile: fino a dove può spingersi la libertà di espressione, e a quale prezzo?
Una questione che, per chi vive quotidianamente a Portico di Caserta, non è solo una questione legale, ma una vera e propria sfida morale. Resta da capire quali saranno le reali conseguenze di questa vicenda, e come questa possa influire sul clima di dialogo sociale all’interno del comune. Con il tribunale ora atteso a decidere, il territorio osserva e aspetta segnali concreti.


