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Pascale in fermento: ricercatori oncologici protestano per la precarietà del lavoro

Sotto il sole di Napoli, ieri si è svolto un sit-in davanti alla storica sede dell’Istituto Nazionale Tumori “Fondazione Pascale”, dove quasi cento ricercatori e borsisti hanno alzato la voce contro una precarietà lavorativa inaccettabile. In…

Pascale in fermento: ricercatori oncologici protestano per la precarietà del lavoro

Sotto il sole di Napoli, ieri si è svolto un sit-in davanti alla storica sede dell’Istituto Nazionale Tumori “Fondazione Pascale”, dove quasi cento ricercatori e borsisti hanno alzato la voce contro una precarietà lavorativa inaccettabile. In un momento cruciale per la ricerca oncologica, questi professionisti si trovano a fronteggiare l’ombra del licenziamento imminente, un dramma che pesa sulla salute di tutti noi.

Mentre l’attenzione verso le malattie oncologiche cresce, la situazione all’interno della Fondazione Pascale è diventata un emblema delle difficoltà del settore: ben 44 lavoratori, tra Ricercatori Sanitari e Collaboratori Professionali di Ricerca Sanitaria, vedranno i loro contratti svanire nei prossimi mesi. Stando a quanto riportato dalla FP CGIL Campania, sei contratti scadranno già ad agosto, seguiti da altri a settembre, novembre e dicembre, con un picco critico previsto per febbraio 2027, quando ben 24 contratti saranno in scadenza. Non è finita qui: ci sono altre 8 posizioni che si estingueranno entro il 2030 e almeno 50 borsisti convinti di contribuire a un cambiamento senza un riconoscimento contrattuale stabile.

“È una corsa contro il tempo per questi lavoratori che hanno scelto di dedicare la loro vita professionale alla lotta contro il cancro. È inaccettabile che le istituzioni restino sorde a questo grido d’aiuto”, ha dichiarato Antimo Morlando, segretario regionale della Sanità Pubblica per la FP CGIL, un messaggio che echeggia nei cuori di chi opera quotidianamente nella ricerca.

Il sit-in ha rappresentato un momento di intensa connessione tra il mondo della sanità e i cittadini napoletani. La folla, composta non solo da lavoratori ma anche dai loro familiari e sostenitori, ha mostrato che la mobilitazione per il diritto a un lavoro dignitoso è una battaglia collettiva. Il sindacato ha già annunciato che intensificherà le pressioni su Regione Campania e Ministero della Salute per ottenere proroghe e stabilizzazioni. Le parole di Morlando sono un chiaro appello alla politica: “La ricerca scientifica e sanitaria è fondamentale per il nostro Paese e non può essere sfruttata solo come uno spot elettorale”.

La fragilità di queste posizioni lavorative non riguarda solo i diretti interessati, ma tocca la vita di tutti noi: i progressi nella ricerca oncologica sono il frutto del lavoro di questi professionisti, e la loro instabilità potrebbe compromettere non solo esperimenti cruciali, ma anche la speranza di molte famiglie che combattono contro il cancro.

Il dibattito è aperto: i cittadini di Napoli sono pronti a sostenere la lotta per un futuro migliore, fatto di stabilità e professionalità, in un settore fondamentale come quello della salute. Resta da vedere come risponderanno le istituzioni a questo appello. La domanda è inevitabile: sarà posta la salute dei cittadini al centro delle priorità?

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