Omicidio Vassallo: rinviato il processo, crescono le preoccupazioni tra i familiari
Il “sindaco pescatore” Angelo Vassallo continua a essere una ferita aperta per la comunità di Pollica e non solo. L’omicidio, avvenuto la sera del 5 settembre 2010 ad Acciaroli, segna da allora la battaglia per la verità e la giustizia, ma la speranza di dare un volto ai colpevoli si allontana di nuovo. L’udienza di oggi, attesa con ansia, è stata rimandata al 2 novembre a causa dell’inevitabile astensione di un giudice, dichiaratosi incompatibile dopo aver preso parte a fasi precedenti dell’inchiesta. Un rinvio che provoca malcontento e frustrazione tra i residenti, stanchi di una giustizia che sembra non arrivare mai.
Secondo quanto riportato da www.cronachedellacampania.it, la corte d’Assise di Salerno avrebbe dovuto avviare oggi il procedimento ma, a causa di questa complessità burocratica, il dibattimento è nuovamente posticipato. Questo è solo l’ultimo capitolo di un’inchiesta che, dopo sedici anni, ha visto diverse svolte e un quadro processuale in continuo mutamento. C’è chi, come il colonnello dei carabinieri Fabio Cagnazzo, è stato prosciolto, mentre l’ex collaboratore di giustizia Romolo Ridosso è stato assolto con rito abbreviato. Ma il percorso verso la verità rimane tortuoso.
Nel mirino della giustizia rimangono l’ex brigadiere dei carabinieri Lazzaro Cioffi e l’imprenditore Giuseppe Cipriano, entrambi chiamati a rispondere delle accuse formulate dalla Procura. A loro si affianca Giovanni Cafiero, accusato esclusivamente di traffico di sostanze stupefacenti, un aspetto che, sebbene meno diretto, pone ulteriori interrogativi sulle dinamiche che circondano il caso.
Nel frattempo, la comunità non perde la speranza di vedere emergere dettagli nuovi e risolvere finalmente un delitto che ha scosso non solo Pollica, ma l’intera Campania. Sono addirittura 19 le parti civili costituite nel procedimento, un segno di come questo caso non riguardi solo una persona, ma il desiderio collettivo di giustizia e verità.
Mentre ci prepariamo per una nuova data in tribunale, i cittadini si interrogano: cosa cambierà realmente? La lentezza del processo alimenta un senso di impotenza, ma anche di determinazione: “La città merita risposte”, commentano i residenti, consapevoli che la memoria di Vassallo vive nei loro cuori e nelle loro lotte quotidiane. In un contesto in cui le promesse istituzionali spesso si scontrano con la dura realtà, è il territorio stesso a chiedere attenzione, e il dibattito è più che mai aperto. Resta dunque da vedere se il 2 novembre si ravviverà una speranza che, per molti, sembra ormai svanita.

