Due incendi devastanti hanno colpito il Parco archeologico di Longola, e già da ora possiamo dire che si tratta di una ferita non solo per i beni culturali, ma per l’identità stessa di un intero territorio. Che il patrimonio storico e culturale trovi spazio nel dibattito pubblico solo dopo eventi drammatici è, di per sé, una contraddizione che colpisce. Non basta piangere sui danni dopo le fiamme; bisogna chiedere chi e perché li ha accesi.
Il sindaco di Castellammare di Stabia, Luigi Vicinanza, ha parlato di un attacco alla memoria del nostro territorio. Ma perché queste parole arrivano solo ora? Il Parco di Longola non è solo un’attrazione turistica; è una testimonianza visibile delle nostre origini. Eppure, la sua sicurezza è lasciata all’indifferenza fino a quando l’emergenza non bussa alla porta.
La polizia ha avviato accertamenti per comprendere l’origine dei roghi, non escludendo alcuna ipotesi, nemmeno quella della criminalità organizzata. È inquietante che, nel 2023, dobbiamo considerare la criminalità come possibile responsabile della distruzione del nostro patrimonio. Questa situazione evidenzia un problema sistemico: la prevenzione e la salvaguardia dei beni culturali appaiono spesso come avvenimenti marginali nel panorama politico locale.
Le autorità competenti non possono limitarsi a rispondere all’emergenza; devono lavorare per prevenire eventi simili. Servirebbe un piano di protezione, investimenti e, soprattutto, un’educazione alla cultura della conservazione. Non possiamo permettere che i nostri monumenti diventino vittime di interessi criminali o della mera dimenticanza.
Gli incendi di Longola non rappresentano solo una minaccia per un sito archeologico; testimoniano una cultura che non riesce a proteggere ciò che le appartiene. Questo attacco alla storia locale pone interrogativi sulla nostra responsabilità: siamo disposti a difendere la nostra memoria culturale, o continueremo a lasciare che bruci?
Le conseguenze degli incendi sul patrimonio culturale
La distruzione parziale o totale del Parco archeologico di Longola ha delle conseguenze gravi. Dal punto di vista culturale, un sito con una simile valenza storica non può essere ricostruito in pochi mesi. Le cicatrici inflitte dal fuoco richiederanno decenni per essere sanate. Ma non si tratta solo di mattoni e pietre: si tratta di un’identità culturale, di una memoria collettiva che viene erosa ogni volta che un incendio divampa.
Il danno economico è altrettanto significativo. Il Parco, che attirava visitatori da ogni parte del mondo, ora rischia di vedere un crollo del turismo. Pensiamo a quanto valeva la nostra storia non solo in termini di attrazioni ma anche di sviluppo per le comunità locali. Questo è il momento di investire nella protezione, nel monitoraggio e nella promozione dei nostri beni culturali, che costituiscono una risorsa fondamentale per il futuro.


