Seguici
Notizie live
Caricamento...

Dugenta e l’Alta Velocità: un’opportunità dimenticata per le comunità locali?

Scorri per leggere ↓

L’inaugurazione della nuova stazione dell’Alta Velocità a Dugenta poteva sembrare una grande notizia, un passo avanti per il Sannio. Ma dietro ai festeggiamenti si nasconde una realtà ben più amara. Il sindaco Di Cerbo grida la sua indignazione: “Scelta inaccettabile per Dugenta”. E le sue parole, tutt’altro che esagerate, mettono in luce una contraddizione in piena regola.

Il problema principale? I treni non si fermeranno ad Afragola, un nodo strategico per l’interscambio con la rete nazionale dell’Alta Velocità. E così, in un colpo solo, la comunità di Dugenta si trova a dover fare i conti con la sensazione di essere stata trascurata, abbandonata a un destino di marginalizzazione. Se da un lato avremmo dovuto celebrare una nuova opportunità per il nostro territorio, dall’altro ci tocca riconoscere che, con questa decisione, il nostro futuro appare piuttosto grigio.

Secondo quanto riportato da Campania tutto, il sindaco ha sottolineato come i cittadini di Dugenta abbiano già sostenuto anni di disagi durante i lavori. Una collaborazione responsabile e paziente che, ora, pare non essere stata ripagata. Ma è davvero accettabile che i territori si sacrificano, e poi tornano a casa a mani vuote?

La questione si fa ancora più grave quando ci si rende conto che mancano chiare strategie nazionali in tema di infrastrutture. Le opere si realizzano, i lavori si completano, ma senza il coinvolgimento delle comunità locali. Non erano loro a dover essere interrogati o ascoltati? La nuova stazione sarebbe dovuta essere un simbolo di riscatto, un’infrastruttura che finalmente metteva Dugenta al centro del sistema Alta Velocità. E invece?

Contesto della Mobilitazione

La mobilitazione del sindaco Di Cerbo non è un caso isolato: in molte altre realtà locali, la mancanza di coinvolgimento nelle decisioni su infrastrutture genera frustrazione, forte senso di abbandono e la percezione che le necessità dei territori siano completamente ignorate. Le infrastrutture non sono solo tubi e binari; sono i collegamenti, la crescita economica, la qualità della vita. E quando il gioco non vale la candela, il rischio è quello di generare tensioni sociali e disagio.

La questione non riguarda solo Dugenta, ma si estende a tutti quei comuni che devono ancora affrontare le conseguenze delle scelte fatte altrove. La vera domanda è: quanto tempo ci vorrà prima che le istituzioni si rendano conto della necessità di un coinvolgimento reale, in grado di ascoltare e valorizzare le istanze delle comunità?