Blitz a Mappatella Beach: la guerra all’abusivismo o una proposta di lavoro dimenticata?
Il mare di Napoli si scontra con la dura realtà dell’abusivismo. I carabinieri, supportati dalla polizia municipale, hanno messo in segno un blitz nella zona della Rotonda Diaz, dove sono stati sequestrati 13 ombrelloni, 21 sedie e 6 tavoli. E tutto questo per cosa? Per contrastare chi tenta di arrotondare un reddito con attrezzature noleggiate senza alcuna licenza. Due uomini, di 47 e 57 anni, denunciati per occupazione abusiva del demanio marittimo. Ma fermiamoci un attimo: di che cosa stiamo parlando?
Secondo quanto riportato da Repubblica, l’operazione rientra in un ampio servizio di controllo. Se è giusto combattere l’abusivismo, ci si deve chiedere: quale alternativa offre la nostra amministrazione a chi cerca un modo per guadagnare in un contesto economico tanto difficile?
È innegabile che la città di Napoli vive un vero e proprio dramma occupazionale. Di fronte a un tasso di disoccupazione che sfiora il 20%, è facile comprendere la tentazione di arrotondare, anche un po’ al di fuori della legge. L’assenza di opportunità lavorative spinge molti a trovare soluzioni alternative, sfruttando nicchie che il sistema formalmente non riesce a coprire.
Da una parte, il pressing sulle forze dell’ordine è forte: la pressione per far rispettare regole e leggi è imperativa. Dall’altra, però, si palesa un apparente paradosso: come si può chiedere a qualcuno di rispettare delle leggi che non gli offrono alcuna via d’uscita? In fondo, si tratta di questo: di una lotta tra il voler salvaguardare la legalità e il riconoscere la disperazione di chi vive una vita ai margini.
Situazione di Abusivismo a Napoli
La questione dell’abusivismo a Napoli è intricata come un groviglio di fili. Le operazioni della polizia dimostrano una ferma intenzione di mantenere l’ordine, ma spesso manca una visione a lungo termine. L’abusivismo non potrebbe ridursi se venissero create più opportunità di lavoro, ad esempio facilitando la creazione di piccole imprese o regolamentando il settore del noleggio attrezzature in maniera più inclusiva?
Ogni blitz in spiaggia rischia di trasformarsi in un eco che rimbalza tra le strade della città. Si tratta di operazioni che, sì, fanno notizia, ma che non affrontano il cuore del problema. Senza un piano di sviluppo economico reale e inclusivo, l’abusivismo continuerà a sopravvivere, alimentato dalla necessità di guadagno. Quindi, la società civile e le istituzioni devono prendere coscienza: continuare in questo modo avrà il sapore amaro della vittoria senza gioia. È ora di chiedersi: quali sono le soluzioni infrastrutturali e sociali per combattere questo fenomeno, e quanto sono disposti a investire in queste?

