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Striano, blitz delle autorità in azienda conserviera: scarichi illeciti nel Sarno

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Scarichi Abusivi nel Sarno: Sequestrata un’azienda a Striano

Il fiume Sarno, tristemente noto per il suo stato di salute compromesso, torna al centro dell’attenzione dopo il recente intervento dei Carabinieri del Gruppo per la Tutela dell’Ambiente di Napoli. Il 4 giugno 2026, infatti, è stata sequestrata l’azienda conserviera Agriconserve Rega, situata a Striano, in provincia di Napoli. Si tratta di un nuovo passo nella lotta contro l’inquinamento che affligge questo importante corso d’acqua, da tempo oggetto di preoccupazione da parte di residenti e ambientalisti.

Secondo quanto riportato da www.cronachedellacampania.it, il provvedimento è stato emesso dal Gip del Tribunale di Torre Annunziata su istanza della Procura, nell’ambito di un’indagine volta a far luce sulle cause dell’inquinamento del Sarno e dei suoi affluenti. Le infrazioni contestate all’azienda riguardano lo scarico abusivo di reflui industriali e la gestione irregolare dei rifiuti, evidenziando così un problema che non solo coinvolge la salute del fiume, ma impatta anche i cittadini che lo vivono quotidianamente.

Le ispezioni, condotte dal Nucleo Operativo Ecologico con il supporto di esperti dell’Arpac, hanno rivelato irregolarità preoccupanti. Durante i sopralluoghi, si è accertato che i valori di alcuni inquinanti, come il COD e l’Escherichia coli, superavano i limiti consentiti nelle acque del torrente “Corrente”, un affluente del Sarno. Non solo: gli scarichi avvenivano in un’area protetta, parte del Parco Regionale del Bacino Idrografico del Fiume Sarno, sollevando interrogativi sulle misure di sicurezza e il rispetto delle normative ambientali.

In aggiunta, la gestione dei rifiuti stava avvenendo in modo indiscriminato, con terriccio e fanghi stoccati in aree non autorizzate. Questi rifiuti, derivanti da operazioni di lavaggio e trattamenti industriali, pongono ulteriori interrogativi sulla responsabilità dell’azienda nella tutela ambientale. La situazione è tanto più allarmante se si considera che l’azienda, con oltre sessanta dipendenti e oltre 30mila metri quadrati di superficie, era già stata coinvolta in un sequestro simile per violazioni analoghe in passato.

A questo punto, una domanda sorge spontanea: perché le problematiche di questo tipo continuano a ripetersi? I cittadini di Striano e dei comuni limitrofi, già provati da anni di degrado ambientale, si aspettano risposte chiare e tempestive. Le autorità competenti devono garantire non solo sanzioni per chi trasgredisce le leggi, ma anche misure di prevenzione efficaci.

L’inchiesta rappresenta una parte di un più ampio piano per il disinquinamento del fiume Sarno, coordinata dalle Procure di Avellino, Nocera Inferiore e Torre Annunziata. È un impegno che coinvolge anche le forze di polizia specializzate e l’Agenzia per l’Ambiente, mirato a identificare e rimuovere le fonti di contaminazione che affliggono il bacino idrografico.

Tuttavia, la buona volontà delle istituzioni deve confrontarsi con le realtà quotidiane dei cittadini. Ogni scarico illecito, ogni rifiuto abbandonato, non solo danneggia l’ambiente, ma erode la fiducia della comunità. La lotta contro l’inquinamento deve diventare una causa condivisa, non solo nelle aule dei tribunali, ma anche nei cuori di chi vive e respira ogni giorno a ridosso del Sarno.

La città e i suoi residenti non possono più tollerare simili irregolarità. La loro voce deve essere ascoltata, le loro preoccupazioni condivise e le loro esigenze rispettate. Ora più che mai, è il momento di chiedere insieme un futuro migliore per il fiume Sarno e per tutti noi.

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