Napoli: Morte di Domenico Caliendo, sospesi i medici accusati di omicidio colposo
La triste vicenda del piccolo Domenico Caliendo continua a suscitare emozioni forti tra i cittadini napoletani, già commossi dalla sua perdita. A poco più di sei mesi dalla tragica morte, il giudice per le indagini preliminari, Mariano Sorrentino, ha disposto il divieto temporaneo di esercitare la professione medica per il cardiochirurgo Guido Oppido e la sua vice Emma Bergonzoni. Questi saranno sospesi rispettivamente per 12 e 7 mesi, mentre la Procura di Napoli avanza accuse gravi nei loro confronti.
La storia risale al 23 dicembre 2025, quando il piccolo Domenico ha subito un trapianto di cuore all’ospedale Monaldi, intervento che purtroppo si è rivelato fatale. Da quanto emerge, i medici sono accusati di aver falsificato la cartella clinica, dichiarando di aver inizialmente avviato le operazioni solo all’arrivo di un equipo da Bolzano, mentre in realtà l’intervento era già cominciato. “Le autorità giudiziarie,” si legge in una nota, “hanno trovato gravi discrepanze nei referti operativi, portando a pensare che ci siano state mancanze di responsabilità fondamentali.”
Come emerso da quanto riportato da www.cronachedellacampania.it, le accuse di un eventuale omicidio colposo si estendono non solo ai due medici ma anche ad altri cinque professionisti coinvolti, lasciando in subbuglio la comunità sanitaria e non solo. Il caso ha immediatamente sollevato interrogativi sulla trasparenza e sulla qualità dell’assistenza medica, trasformandosi in un vero e proprio caso mediatico.
La famiglia Caliendo è in lutto e chiede giustizia. L’avvocato Francesco Petruzzi, che rappresenta i genitori del bimbo, ha rilasciato dichiarazioni di soddisfazione per le misure cautelari imposte, sottolineando che si tratta di una prima forma di riconoscimento per il dolore subito. “Siamo fiduciosi,” afferma, “e questo passaggio potrebbe costituire un momento di verità.”
Il dibattito si accende anche tra i residenti, che iniziano a interrogarsi su quanto accadrà in futuro. “Qualcuno dovrà pur spiegare,” si chiedono in tanti, preoccupati per la gestione della sanità nella nostra città. La percezione è che casi come questo non possano più essere trascurati, e la comunità chiede risposte concrete.
Intanto, i periti hanno concluso gli esami sui campioni istologici e nei prossimi mesi ci si aspettano novità sul fronte giudiziario. Le indagini si protrarranno, ma la richiesta di maggiore responsabilità e sicurezza resta forte e chiara nel cuore di ogni cittadino napoletano.
In questo momento di profonda riflessione, Napoli si trova a scrutinare i propri valori, i limiti delle istituzioni e il peso dell’errore umano. La testimonianza della famiglia Caliendo non è solo un grido di giustizia, ma un richiamo a tutti noi: è tempo di rimanere vigili e di non abbassare la guardia affinché tragedie simili non si ripetano mai più.

