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Pirateria audiovisiva, italiani a rischio: 20 milioni colpiti da un danno da 2,3 miliardi

Pirateria audiovisiva, italiani a rischio: 20 milioni colpiti da un danno da 2,3 miliardi

La pirateria audiovisiva continua a rappresentare una spina nel fianco dell’economia italiana, e Napoli non fa eccezione. Un recente studio rivela che nel 2025 il fenomeno ha causato un danno devastante, stimato in 2,3 miliardi di euro, con riflessi tangibili sul progredire dell’occupazione e sulle entrate fiscali nazionali. Questi numeri non sono solo statistiche: rappresentano posti di lavoro persi e opportunità mancate per tante famiglie italiane, compresi i napoletani.

La situazione è stata messa in luce da una ricerca condotta da Fapav, la Federazione per la Tutela delle Industrie dei Contenuti Audiovisivi e Multimediali, in collaborazione con Ipsos Doxa, presentata durante gli Stati Generali della lotta alla pirateria. “Le conseguenze di tali comportamenti sono sotto gli occhi di tutti”, afferma Federico Bagnoli Rossi, presidente di Fapav. E qui, nel cuore pulsante della Campania, ci chiediamo: quanto peso porta sulla nostra economia ogni film o serie tv scaricati illegalmente?

Secondo quanto riportato da www.cronachedellacampania.it, sono ben 902 milioni di euro di PIL persi, oltre 400 milioni di euro in mancati introiti fiscali e una drammatica perdita di oltre 11.000 posti di lavoro. Tali statistiche, per i cittadini di Napoli e dintorni, non sono solo dati, ma raccontano storie di famiglie in difficoltà, di giovani che cercano un impiego in un mercato già saturo.

Un connubio di dati e comportamenti sociali emerge chiaramente: nel 2025, circa 20 milioni di italiani, ovvero il 37% della popolazione, ha usufruito almeno una volta di contenuti pirata. Seppur sia incoraggiante notare una diminuzione dal precedente 41%, ancora troppi cittadini ignorano gli effetti collaterali della pirateria sul versante economico e sociale. Già, perché ogni film scaricato illegalmente è un’opportunità di lavoro sottratta.

Particolarmente interessante è il calo fra i più giovani, con solo il 37% di adolescenti (10-14 anni) che ha dichiarato di utilizzare contenuti pirata. Segno che il cambiamento è possibile, ma non abbastanza. Se da un lato il 71% degli italiani adulti riconosce la normativa antipirateria, dall’altro un 60% considera comunque questi atti gravi da perseguire. Eppure, quasi la metà di coloro che continuano a praticarli minimizza le conseguenze.

La crescente consapevolezza dei rischi, come virus informatici e furto di dati personali, è un sintomo positivo ma non sufficiente. Nando Pagnoncelli, presidente di Ipsos Doxa Italia, evidenzia come la lotta alla pirateria non sia solo tecnica ma soprattutto culturale. “Scardinare la percezione di impunità è fondamentale banalmente per salvaguardare il nostro settore economico”, ha dichiarato.

A Napoli, dove il senso di comunità è palpabile, le storie di chi lavora nell’industria audiovisiva vengono intimamente legate a quelle di famiglie e giovani professionisti in cerca di un futuro migliore. Le domande ora sono inevitabili: come possiamo aumentare la consapevolezza di queste problematiche? Cosa possono fare le istituzioni locali per sostenere l’industria dei contenuti?

La cronaca di questi eventi non è solo una questione di numeri, ma tocca la vita quotidiana dei napoletani. La città ha bisogno di risposte chiare e maggiori opportunità di lavoro. La pirateria potrebbe sembrare un problema distante, ma in realtà è vicina, legata a tutti noi, alle nostre ambizioni e alle nostre speranze.

Ora il compito dei cittadini è di agire, discutere e fare pressione affinché questo tema non venga dimenticato. Napoli merita di rimanere al passo, ritrovare la forza di un’industria legale che possa beneficiare tutti. La città chiede risposte, e il momento di agire è adesso. Come possiamo, come comunità, affrontare questa sfida insieme?

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Autore

Redazione

Segue con attenzione l'evoluzione della società e le sue sfide quotidiane. Come editor di Napolive, si impegna a offrire contenuti che stimolino il dialogo e la riflessione. La sua curiosità e capacità di ascolto lo portano a esplorare argomenti di rilevanza attuale, cercando sempre il legame tra le notizie e le esperienze delle persone. Crede che la comunicazione sia un ponte fondamentale per comprendere il mondo che ci circonda.