Bacoli, una perla della nostra Campania, è stata recentemente scossa da un episodio di vandalismo che fa riflettere. La scorsa notte, le telecamere di sorveglianza installate nel porto di Baia sono state distrutte con un flex, un atto ribelle che il sindaco Josi Gerardo Della Ragione ha definito come «un attacco diretto alla legalità». Purtroppo, questo non è un caso isolato: è il quarto attacco a queste infrastrutture negli ultimi anni, un segnale preoccupante di un clima di insicurezza crescente e di sfida alle norme basilari della convivenza civile.
«C’è chi non vuole controlli e preferisce agire indisturbato», ha lamentato il sindaco, portando alla luce un malessere che tanti residenti avvertono. In concomitanza con questa denuncia, Della Ragione ha pubblicato su Facebook immagini delle telecamere danneggiate, rendendo la questione visibile e tangibile a tutti.
La situazione non è nuova per Bacoli: infatti, nel 2019, lo stesso impianto di videosorveglianza era stato fatto esplodere da un ordigno, un evento che aveva seminato paura tra la popolazione, poiché avvenne in prossimità di abitazioni e attività commerciali, e in un’area storica come il Tempio di Diana.
Le istituzioni hanno risposto con prontezza. Il Prefetto di Napoli, Michele di Bari, ha espresso solidarietà alla comunità di Bacoli e ha annunciato la convocazione di un Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica. L’obiettivo è affrontare radicalmente il problema e rinforzare la vigilanza sul territorio.
Nel frattempo, si è già attivata una sinergia tra Carabinieri, Capitaneria di Porto, Polizia Municipale e Guardia di Finanza, che stanno collaborando per identificare i responsabili di questo gesto inaccettabile. «Bacoli non si farà intimidire – ha concluso il sindaco – e procederemo senza esitazioni nel ripristino delle telecamere e nelle azioni di controllo».
Ma è davvero sufficiente tutto questo? La domanda alleggia tra i cittadini, che si trovano a vivere in un territorio dove la paura può affacciarsi dietro l’angolo. Gli attacchi alle telecamere non sono solo atti vandalici; sono segnali di un’inquietudine profonda, di un desiderio di ripristinare il senso di sicurezza in una comunità che si sente minacciata.
Come si può arginare questo fenomeno? È necessario un coinvolgimento attivo dei cittadini, perché la sicurezza parte prima di tutto dalla partecipazione della comunità. I residenti, familiari e commercianti devono sentirsi parte di un sistema di vigilanza collettivo e responsabile.
La città attende risposte rapide, non soltanto parole. È fondamentale che la comunità non si senta sola in questo momento di crisi. Ogni azione di responsabilità, di controllo e di creazione di un dialogo aperto tra istituzioni e cittadini può fare la differenza.
Il territorio osserva con attenzione e, mentre ci si prepara per interventi concreti, rimane aperto un dibattito civile. Cosa può e deve fare Bacoli per garantire sicurezza e tranquillità ai suoi abitanti? La lotta contro la vandalizzazione e l’illegalità riguarda tutti noi, e la sensibilizzazione è un primo passo verso la costruzione di un futuro migliore.

