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Torre Annunziata, addio covo Fienga: nasce parco e piazza per Giancarlo Siani

Torre Annunziata, addio covo Fienga: nasce parco e piazza per Giancarlo Siani

Le ruspe ruggiscono a Torre Annunziata. Palazzo Fienga, il fortino del clan Gionta in via Castello, sta crollando sotto i colpi delle pale meccaniche.

Per decenni, questo rudere è stato il cuore pulsante della camorra vesuviana. Chiamato “Fortapàsc” nelle carte giudiziarie, simbolo di sangue e potere. Oggi, al suo posto, sorgerà un parco urbano e una piazza della legalità. Forse dedicata a Giancarlo Siani, il cronista del Mattino ucciso nel 1985 proprio da quei boss.

La demolizione è partita stamattina. Finanziata con 12,3 milioni di euro statali, dopo quindici anni dallo sgombero del 2015. Operazione antimafia che liberò l’edificio, ma i ritardi? Espropri complicati con proprietari onesti intrappolati nel caos.

Torre Annunziata trattiene il fiato. Quartiere segnato da spari e racket, con il Vesuvio a fare da sfondo minaccioso. La folla guarda, tra applausi e ricordi amari.

Paolo Siani, fratello di Giancarlo, è lì. Emozionato, ma cauto: “Attraverso i miei occhi vorrei che Giancarlo lo vedesse. Va giù un sito, non la camorra. È una piccola rivincita, ma la vera sfida è convincere i mafiosi a non esserlo più”.

Arrivano i big. Vicepremier Salvini, ministro Piantedosi, procuratore Melillo, presidente Antimafia Colosimo. Sindaci Manfredi e Cuccurullo. Unita istituzionale contro il male antico.

Piantedosi non le manda a dire: “Oggi raso al suolo un luogo di presenza pervasiva e sanguinaria della camorra. Diventerà una piazza aperta, emblematica come il sacrificio di Siani”.

Salvini insiste: “La lotta alle mafie si vince con coesione, non polemiche”. Meloni, via social: “I simboli criminali vanno abbattuti. Al loro posto, vita e legalità”.

Ma la Procura frena l’entusiasmo. Il procuratore Fragliasso avverte: “Non è la svolta. Troppe contiguità con la criminalità, ombre pure in Comune. Meno cerimonie, più azioni concrete”.

Le macerie volano. Il parco prenderà forma. Ma basterà un prato verde a cancellare decenni di terrore? A Torre Annunziata, la camorra ha radici profonde. Chi garantisce che non rinasca altrove?

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Autore

Redazione

Segue con attenzione l'evoluzione della società e le sue sfide quotidiane. Come editor di Napolive, si impegna a offrire contenuti che stimolino il dialogo e la riflessione. La sua curiosità e capacità di ascolto lo portano a esplorare argomenti di rilevanza attuale, cercando sempre il legame tra le notizie e le esperienze delle persone. Crede che la comunicazione sia un ponte fondamentale per comprendere il mondo che ci circonda.