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«Allerta ad Acerra: il vescovo Di Donna lancia un appello disperato agli inquinatori»
Acerra – “Convertitevi, cambiate strada, perché quello che fate è un peccato”. Le parole di Monsignor Antonio Di Donna, vescovo di Acerra, risuonano nel duomo come un’eco inquietante. L’attenzione è alta, il dolore palpabile. In un territorio ferito dall’inquinamento, il vescovo non risparmia colpi e, insieme a Papa Leone XIV, lancia un appello accorato contro i responsabili della devastazione della Terra dei Fuochi.
“Solo ieri, un’operazione delle forze dell’ordine ha svelato l’ennesimo sversamento di rifiuti tossici nel Casertano”, ricorda Di Donna, sottolineando l’urgenza di un’emergenza che sembra non avere fine. I suoi occhi parlano di un dramma che ha mietuto troppe vite.
“Questo è un territorio, compreso tra Napoli e Caserta, che comprende 90 comuni e circa 3 milioni di abitanti. Qui il dramma ambientale è iniziato negli anni ’80, quando alcuni industriali del Nord hanno deciso di scaricare grossi quantitativi di rifiuti tossici”, spiega, con la voce rotta dall’amarezza. Le sue parole tracciano un percorso oscuro, dove la criminalità organizzata e il profitto facile hanno segnato un destino tragico.
Ma non è solo un problema locale. “In Italia ci sono tante Terre dei Fuochi”, afferma, senza mezzi termini. Una denuncia forte, che indica non solo la Campania ma anche Casale Monferrato, Vicenza e Taranto, territori in cui si continua a combattere una guerra silenziosa contro l’inquinamento. “Speriamo di non doverne aggiungere altri, i veleni sembrano muoversi verso la Puglia”, avverte, con un tono inquietante.
Di Donna è chiaro: l’inquinamento ha portato a malattie e morti premature, specialmente tra i giovani. “Ci sono ragazzi che hanno perso la vita, e noi sappiamo che esiste un nesso tra inquinamento e insorgenza di cancro. Anche se per anni lo si è negato”, afferma, citando uno studio dell’Istituto Superiore di Sanità che ha confermato queste terribili correlazioni. “Negli ultimi 30 anni, circa 150 giovani ad Acerra sono morti di tumore”, aggiunge, mentre i volti sofferenti di alcuni genitori presenti straziano l’anima.
La storia di questi ragazzi, la loro battaglia contro il dolore, resta impressa nell’aria. Di Donna conclude con una riflessione profonda: “Hanno vissuto una vera via Crucis, molti non hanno ancora elaborato il lutto”. E con queste parole, l’incontro con Papa Leone XIV si trasforma in un monito collettivo.
Acerra, un simbolo di una lotta che va oltre il confine urbano, un grido di aiuto che richiede attenzione immediata. La domanda sorge spontanea: cosa si sta facendo davvero per proteggere queste vite? E chi risponderà a questo appello disperato? Le risposte, adesso, sembrano più attese che mai.
