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Svolta choc nel caso De Martino: indagato tecnico sicurezza
Un tecnico di allarme antifurto entra in casa per una manutenzione. Ne esce con il video privato di Stefano De Martino, finito online senza pietà.
L’inchiesta sul video intimo di Stefano De Martino tiene col fiato sospeso Roma. La Procura indaga un impiattista sospettato di accesso abusivo. Ha usato le credenziali wifi della famiglia Tronelli per spiare le telecamere interne.
Non un hacker da film. Solo un professionista di fiducia. Ha registrato frammenti intimi e li ha passati sul web. Reati pesanti: accesso illegale e diffusione privata.
Agosto scorso, l’incubo inizia. De Martino denuncia dopo il boom virale. Polizia Postale scava nei log: niente forzature esterne. Il sistema era aperto da chi aveva la chiave.
Sequestro dell’impianto. Name dell’uomo isolato. Poi, tracce verso siti che vendono video rubati da case normali.
A Napoli, dove Stefano è di casa e icona tv, la rabbia monta. Quartieri come Fuorigrotta o Mergellina ne parlano nei bar. Urgenza palpabile: chi protegge le nostre case?
L’inchiesta allarga le maglie. Cacciati pure chi ha condiviso in chat e gruppi. Tolleranza zero.
“Non escludiamo che un tecnico abbia tradito il rapporto fiduciario con la famiglia per poi approfittarne”, tuonano i legali Angelo e Sergio Pisani con Lorenzo Contrada.
De Martino punta al riscatto: risarcimenti in beneficenza contro cyberbullismo. Garante Privacy interviene duro. Oscurati siti, ma il video gira ancora su Telegram, a volte a pagamento.
Polizia Postale accelera. Chi ha comprato? Chi l’ha ritrasmesso? E se ci fossero complici nel clan dell’impiantistica?
Napoli osserva. Le case qui sono fortezze deboli. Domani, un altro tecnico bussa. Ci fideremo?
