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Shock a Pianura: chiude il centenario di Nostra Signora delle Divine Vocazioni
Pianura si ferma. Migliaia di fedeli invadono le strade per la chiusura del centenario di Nostra Signora delle Divine Vocazioni. L’11 maggio, il cuore pulsante di Napoli batte al ritmo di una devozione centenaria.
La Famiglia Vocazionista ha voluto questo gran finale per celebrare Maria Santissima come Celeste Superiora. Tutto parte dall’esperienza mistica di San Giustino Maria Russolillo, il 10 maggio del 1924. Un’apparizione che ha segnato la storia della congregazione.
Pianura, periferia tosta e devota, si trasforma in un mare di bandiere bianche. La chiesa del centenario, via Centenario, è presa d’assalto fin dall’alba. Famiglie intere, nonni con nipoti in braccio, pregano in ginocchio.
“È un’emozione che ti prende lo stomaco, qui a Pianura sentiamo Maria più vicina che mai”, dice suor Maria Rosaria, testimone oculare tra la folla. “San Giustino ci ha lasciato questo dono, e oggi Napoli risponde presente”.
La processione snoda tra i palazzi grigi e i vicoli stretti. Urla di giubilo, lacrime, fumogeni bianchi che salgono al cielo. La polizia municipale tiene a bada il traffico impazzito, sirene in lontananza.
Napoli sa di fede viscerale. In un quartiere come Pianura, dove la vita è una lotta quotidiana, Nostra Signora delle Divine Vocazioni è faro e speranza. Il centenario non è solo rito, è grido collettivo.
Processione che avanza lenta, sotto il sole cocente. I Vocazionisti cantano inni antichi. La statua della Vergine, ornata di fiori freschi dal Vesuvio, domina la scena.
Ma cosa resta dopo questa chiusura? La devozione accenderà nuove vocazioni in questa Napoli ferita? O sarà solo un’eco nel caos quotidiano? La città trattiene il fiato.
