La tensione a Napoli si taglia con il coltello: sei linee del deposito di Calata Capodichino, epicentro di un acceso stato di agitazione sindacale, sono al centro del dibattito. In videoconferenza si sono incontrati i rappresentanti della Prefettura e dell’Usb Trasporti, ma l’atmosfera rimane carica di inquietudine.
L’Unione Sindacale di Base accusa l’azienda Air di voler esternalizzare il servizio ignorando la graduatoria di oltre 400 vincitori di concorso. “È inaccettabile”, afferma Marco Sansone, segretario regionale dell’Usb. “Vogliamo il ritiro del provvedimento. Questa è una questione cruciale. Non possiamo permettere che il trasporto pubblico locale venga privatizzato”.
Sansone non si ferma qui. “Air stessa denuncia carenza di personale, ma ci sono centinaia di autisti pronti a partire. Assumere loro non sarebbe solo giusto, ma una risposta concreta al dramma della disoccupazione in Campania”. Eppure, le voci degli autisti in attesa di lavoro risuonano nel vuoto.
Il sindacato esige un segnale forte dalla direzione di Air e chiede alla Prefettura di non limitarsi a osservare, ma di attivarsi per una “riconciliazione reale”. Le strade di Napoli, già segnate da tensioni, si prefigurano come il palcoscenico di una nuova battaglia.
Cittadini e lavoratori restano in attesa. Quale sarà la prossima mossa? L’argomento infiamma già i social e le piazze. È davvero possibile trovare un accordo? La domanda rimane sospesa, invitando tutti a riflettere.