La guerra per la salvaguardia del fiume Sarno si arricchisce di un nuovo capitolo: un cantiere nautico, il Nautica Amitrano a Torre Annunziata, è stato sigillato. L’operazione, parte della campagna “Rinascita Sarno” coordinata dalla Procura, ha visto in azione i Carabinieri del Gruppo Tutela Ambientale. “Qui le normative vengono calpestate”, denuncia un ufficiale, sottolineando il clima di illegalità che permea la zona.
Le indagini hanno rivelato un panorama allarmante. Il cantiere operava senza alcuna Autorizzazione Unica Ambientale, esponendo l’ecosistema a gravi rischi. “Sversavano reflui industriali nel sottosuolo”, racconta un testimone, aggiungendo che il lavaggio delle imbarcazioni avveniva a cielo aperto, senza contenere le polveri. La totale assenza di registri sui rifiuti ha reso la gestione delle scorie un vero e proprio fantasma: dal 2021 a oggi, il cantiere non ha smaltito secondo legge.
Il danno ambientale è tangibile, con il rischio che sostanze inquinanti abbiano compromesso le acque tra Torre Annunziata e Castellammare di Stabia, un’area già afflitta da decenni di scarichi abusivi. Nonostante il sequestro del cantiere, le quarantacinque imbarcazioni rimangono in rimessaggio, ancora disponibili per i loro proprietari, sollevando interrogativi su cosa accadrà adesso.
Con un’operazione che segue a stretto giro il sequestro del polo nautico Marina di Stabia, la questione della sicurezza ambientale in questa fetta di costa resta aperta. I cittadini si chiedono: fino a quando si tollererà questa illegalità? E quali saranno i prossimi passi per ridare vita a un territorio così ferito?