Rivelazioni shock: l'ex boss pentito svela il sistema Hydra tra FdI e Parlamento a Napoli

Rivelazioni shock: l’ex boss pentito svela il sistema Hydra tra FdI e Parlamento a Napoli

«Mi è arrivata la tessera di partito… Fratelli d’Italia». La voce di Gioacchino Amico, registrata da microspie della DDA di Milano, ha squarciato il velo su un intreccio inquietante tra criminalità e politica. È il 16 giugno 2020 quando la frase, che sembra un’eco di altri tempi, rimbalza tra le mura delle istituzioni. Amico non è un semplice cittadino. Per gli inquirenti è il referente del clan Senese in Lombardia, un “colonnello” che non solo frequenta i tavoli della malavita, ma aspira anche a entrare nei corridoi del potere.

Oggi, Amico è un collaboratore di giustizia. Le sue rivelazioni hanno aperto una voragine sulla penetrazione della mafia nel tessuto politico, dalla sede di Fratelli d’Italia fino al cuore di Montecitorio. «La mafia ora si compra un pacchetto di voti anziché sparare», dichiarano le fonti della DDA. Eppure, dietro a ogni sua mossa, c’è un disegno strategico per un “apparentamento” elettorale che farebbe tremare le fondamenta della legalità.

Ma le ambizioni di Amico non si fermano alla Sicilia. Mentre mira alla poltrona di sindaco di Busto Garolfo, le sue manovre spaziano fino a Napoli, dove il suo interesse per Asia Napoli s.p.a., l’azienda che gestisce i rifiuti, tradisce il fiuto mafioso per i profitti pubblici.

Il volto sorridente di Giorgia Meloni al fianco di Amico in un selfie del 2 febbraio 2019 è rinvenuto nel’inchiesta. All’epoca, Amico non era indagato, ma il suo passato pesava. Condanne per ricettazione e truffa lo segnavano indelebilmente. E nonostante i dubbi su come potesse aggirarsi liberamente tra i membri del partito, qualcuno sostiene che i dirigenti di Fratelli d’Italia sapessero chi fosse.

“Amico aveva accesso alla Camera senza bisogno di identificazione”, racconta una fonte. Un tesserino speciale per un uomo legato a un clan mafioso. Altre testimonianze parlano di una rete che si estende dal nord al sud, con nomi noti del centrodestra coinvolti. In ballo ci sono non solo poltrone, ma la credibilità di un sistema politico già scrutato con sospetto.

La premier Meloni si difende, affermando che il suo impegno contro la mafia è “cristallino e duraturo”. Nel suo messaggio, cerca di allontanare ogni responsabilità e di smentire collegamenti impropri. Ma le domande rimangono. In che modo un uomo come Amico è riuscito a infiltrarsi in una cornice istituzionale così delicata?

Mentre le indagini continuano e il processo si snoda nell’aula bunker di Milano, il rischio di una trattativa sotterranea giace sotto la superficie della cronaca quotidiana. È un’epoca in cui il confine tra legalità e illegalità si fa sempre più sottile. E la gente si domanda: quanto è lontana la vera democrazia da questo “metodo Hydra”? La risposta, forse, è nei verbali che gli inquirenti stanno ancora scrutando.

Fonte

Nocera Inferiore, arrestato minorenne con 29 dosi di cocaina: il caos in strada fa tremare i residenti

Nocera Inferiore, arrestato minorenne con 29 dosi di cocaina: il caos in strada fa tremare i residenti