Ultime Notizie
Pompei, terrore rivive: IA ricostruisce fuga disperata da Porta Stabia
Un uomo corre disperato tra le lapilli roventi di Pompei, un mortaio di terracotta stretto in mano come unico scudo. Quasi duemila anni dopo l’eruzione del Vesuvio, l’intelligenza artificiale lo riporta in vita, ricostruendo i suoi ultimi istanti.
Nella necropoli di Porta Stabia, gli scavi recenti hanno portato alla luce i resti di due uomini. Il più giovane è morto sul colpo, travolto dalla nube ardente. L’altro, più anziano, ha lottato fino all’ultimo. Accanto al suo capo, quel mortaio: lo teneva sopra la testa per difendersi dalla pioggia di cenere e detriti, proprio come descriveva Plinio il Giovane nelle sue lettere.
Vicino a lui, una lucerna per illuminare il buio pesto, un anello di ferro, dieci monete di bronzo. Oggetti quotidiani che urlano terrore.
Il Parco Archeologico di Pompei, con l’Università di Padova, ha usato software IA e scansioni digitali per creare un modello preciso, non un’invenzione. Basato su dati scientifici, mostra la fuga di quell’uomo nei dettagli.
«L’IA può rinnovare gli studi classici, rendendo il mondo antico immersivo per tutti», dice il direttore Gabriel Zuchtriegel.
Innovazione che arriva dal cuore della Campania, a due passi da Napoli, dove Pompei continua a stupire. Il ministro della Cultura Alessandro Giuli applaude: queste tecniche aprono prospettive nuove al pubblico.
Ma non tutti sono convinti. A luglio, Pompei ospita “Orbits – Dialogues with Intelligence”. Il filosofo Luciano Floridi avverte: «L’IA genera ipotesi, non verità. La responsabilità è humana».
Quegli occhi dell’uomo digitale ci fissano. Era solo uno dei tanti a scappare dal Vesuvio? E fino a dove ci porterà questa tecnologia nel rivivere il passato?
