Poliziotto penitenziario arrestato a Napoli: tentativo choc di contrabbando di droga in carcere

Poliziotto penitenziario arrestato a Napoli: tentativo choc di contrabbando di droga in carcere

Santa Maria Capua Vetere – Una divisa tradita da un rigonfiamento sospetto. È così che la carriera di Alessandro Mauro, 57 anni, assistente capo della Polizia Penitenziaria, si è chiusa in un lampo. Arrestato con l’accusa di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti, Mauro è stato scoperto in servizio, proprio mentre si preparava a entrare nella casa circondariale.

«Non potevamo credere ai nostri occhi,» racconta uno dei colleghi coinvolti nel blitz. La loro attenzione era stata attirata da un pacchetto anomalo visibile nelle tasche della divisa. Un controllo approfondito ha rivelato un trucco ingegnoso: sette evidenziatori modificati, all’interno dei quali Mauro nascondeva tre involucri di cellophane ciascuno. In totale, quasi 50 grammi di hashish sono stati sequestrati.

La verifica non si è fermata qui. Una perquisizione nella camera della caserma ha svelato ulteriori colpe: quattro micro-cellulari, completi di SIM e caricabatterie, pronti per essere consegnati. E 1.500 euro in contanti, insieme a diversi “pizzini” con annotazioni che ora stanno analizzando gli inquirenti. Il contesto è inquietante e solleva interrogativi su un possibile sistema di infiltrazione di materiali illeciti all’interno del penitenziario.

Incerottato dalla pressione, Mauro ha tentato di difendersi. Ha affermato di aver ricevuto il pacco dal padre di un detenuto, senza sapere cosa contenesse, e di doverlo consegnare a un altro agente, restando però reticente sul nome. Una versione che non ha convinto il giudice, che ha disposto gli arresti domiciliari in attesa di chiarimenti.

Le domande a questo punto si moltiplicano. È questo un episodio isolato, o nasconde una rete ben più estesa di complicità all’interno del carcere? La città di Napoli guarda con preoccupazione a quanto accade tra le mura di Santa Maria Capua Vetere, e la tensione fra giustizia e illegalità si avverte palpabilmente. La cronaca di Napoli continua a svelare realtà scomode, lasciando i cittadini a chiedersi: fino a dove può arrivare la corruzione?

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