Ultime Notizie
Narcotraffico a Napoli: il giallo dei pizzini di Emanuele Catena
Nelle strade pulsanti di Napoli, dove il profumo del caffè si mescola con la tensione palpabile del crimine, un nome emerge con l’inevitabilità di un destino segnato: Emanuele Catena, alias “O’ Biondo”. Un soprannome che, a quanto pare, vale più di un dossier della Questura, un marchio di fabbrica nel groviglio della camorra. La sua presenza si fa sentire in ogni angolo, nelle intercettazioni, nei pizzini e, soprattutto, nei nervi del traffico di droga.
“È lui il cervello dietro alla distribuzione”, dichiarano fonti interne alle forze dell’ordine, colpiti dall’organizzazione minuta e precisa dei conti del clan. La Dda di Napoli ha tracciato il suo percorso, e quello che emerge è più che un semplice spacciatore: Catena è un contabile di un impero costruito sulla cocaina.
Per mesi, il suo nome è riecheggiato tra le parole di chi frequenta il giro. “Biondo” lo chiamano, quasi con un rispetto reverenziale. Nelle registrazioni, gli interlocutori parlano con calma di numeri e pagamenti, un linguaggio che sembra trascurare la pericolosità della situazione. I pizzini hanno svelato un universo di cifre che parla chiaro: 150 grammi di cocaina, 55 euro al grammo, per un totale di 8.250 euro. Ma non si ferma qui. Le lunghe liste di addendi testimoniano un sistema di pagamento che non ha nulla da invidiare a una banca.
“È un’autentica opera d’arte della contabilità”, afferma un investigatore, riflettendo sull’accuratezza con cui Catena gestisce i versamenti. Il meccanismo è oliato: una volta saldato il debito, il rifornimento è assicurato. E in ogni operazione, Catena si conferma un intermediario fondamentale, capace di legare a sé altre figure di spicco della scena criminale, come Francesco Matafora e Antonio Sepe.
Ma oltre ai pizzini, anche le intercettazioni telefoniche supportano il quadro accusatorio. “Ho fatto i conteggi, siamo a posto”, si sente dire in uno dei dialoghi. Lo scambio di informazioni in questo mondo corrotto è fluido, degno di un affare in un ufficio elegante, non certo di una piazza di spaccio a Secondigliano.
La figura di Catena si delinea sempre di più, un uomo capace di trasformare polvere bianca in montagne di euro. Ma in una città come Napoli, dove tutto può cambiare in un battito d’ali, cosa riserva il futuro per “O’ Biondo”? Gli esperti scommettono su tensioni interne, rivalità e una guerra incombente. Interrogativi restano aperti, cicatrici nel tessuto sociale che richiedono attenzione camuffata da indifferenza. E a Napoli, il tempo non aspetta nessuno.
