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Napoli sotto shock: banda locale ruba farmaci oncologici negli ospedali
Farmaci oncologici spariti nel nulla da ospedali emiliani: la banda napoletana che ha messo le mani su 930 mila euro di salvavita.
Napoli in subbuglio per l’inchiesta che scuote Reggio Emilia. Sei arresti su otto indagati, tra carcere e domiciliari. La Squadra Mobile ha smantellato un gruppo di napoletani esperti, autori di raid notturni nei depositi sanitari.
Sopraluoghi precisi. Auto pronte alla fuga. Telefoni “citofonici” per non farsi intercettare. Colpi da giugno a settembre 2025: via Monti Urali e la farmacia dell’Arcispedale Santa Maria Nuova nel mirino.
Valore rubato: quasi un milione di euro. Danno totale, due milioni, contando i sequestri nel Lodigiano. Farmaci per tumori e trapianti, chaina del freddo interrotta. Destinati a un mercato nero che fa rabbrividire.
Mario Criscuolo, 55 anni, napoletano doc e già dentro per simili bravate, indicato come capo. Con lui Alessandro Fiorentino, 60; Francesco Boccolino, 66; Bruno Scala, 64, che forniva i mezzi. Più l’egiziano Ahmed Hassan El Mogy, ricettatore, Davide Villa per i soldi e Hamied Abdelaal per la merce.
Sequestri choc nel Lodigiano: farmaci da furti a Catania e Napoli stessa. Quartieri come Scampia o Secondigliano? Le indagini puntano a una rete radicata nel caos urbano partenopeo, con precedenti che puzzano di organizzazione.
“Questi sono farmaci salvavita per pazienti fragili, senza garanzie sulla conservazione”, tuona il pm Maria Rita Pantani dalla conferenza in Questura. Accanto, il procuratore Paci avverte: vulnerabilità ospedali e danni sociali enormi.
Anche un tentato furto al Policlinico di Modena. Modalità identiche. La Procura fiuta livelli superiori nel traffico illecito.
Dove sono finiti quei medicinali? In quali mani girano oggi, mentre a Napoli e al Nord i malati aspettano? La città trattiene il fiato.
