Napoli, scoperto il tesoro nascosto del clan Senese: oltre un milione in conti, auto e orologi di lusso…

Napoli, scoperto il tesoro nascosto del clan Senese: oltre un milione in conti, auto e orologi di lusso…

Un colpo shock al cuore della criminalità organizzata di Roma: oltre un milione di euro in beni di lusso sono stati sequestrati dai carabinieri del Nucleo investigativo. Conti correnti, auto stravaganti e orologi di alta gamma appartenevano a esponenti del clan Senese, un nome pesante che già basta a far fremere i cittadini.

“È solo l’inizio,” spiega un carabiniere, con sguardo serio. A finire sotto la lente d’ingrandimento è stato Angelo Senese, fratello del temuto boss Michele, noto come “‘o pazz”, e Ettore Abramo, figura chiave della tifoseria laziale. Un legame inquietante tra criminalità organizzata e tifosi, che sta facendo tremare la Capitale.

L’indagine ha svelato una rete di collusioni, a partire dal clan camorristico dei Di Lauro, che aveva commissionato il rapimento di Daniele Salvatori. La vittima, colpevole di essersi mosso senza autorizzazione in territori nemici, sarebbe stata attirata in trappola da Abramo e dai Cobianchi, ceffi noti in zona. Il piano, però, è andato in fumo grazie all’intervento tempestivo delle forze dell’ordine, che hanno arrestato Salvatori prima che venisse tradotto a Roma.

Fra i beni sequestrati, sei Rolex, due Cartier e un Audemars Piguet, un tesoro sfacciato per chi dichiarava solo 4mila euro in quattro anni. La sproporzione ha colpito gli investigatori, portando a un’azione che ha coinvolto anche la moglie e i figli di Abramo. Gli orologi di lusso, si sospetta, potrebbero essere il fulcro di un contenzioso con Salvatori, accusato di estorcere denaro e beni di valore, sfruttando il nome di famiglie potenti.

Ma il clan Senese non è il solo attore in questa rappresentazione di malaffare. I profili di Angelo Senese, destinatario di un sequestro di conti e un’auto, rivelano una vita di lusso, incompatibile con un reddito di 14mila euro l’anno. I sospetti di traffico di droga e estorsione pesano sul suo operato.

Questa operazione non è un episodio isolato: segna il proseguimento di un’azione investigativa iniziata mesi fa, disvelando un sistema criminale che intreccia camorra e tifoserie, con l’obiettivo di infiltrarsi anche nelle curve dello stadio Olimpico. La vita si mescola con la violenza, e i legami tra le frange del tifo e il crimine svelano un quadro complesso e inquietante.

Le accuse variano dal tentato omicidio all’estorsione aggravata dal metodo mafioso, fino al tentato sequestro di persona. Questo scenario allarmante dimostra la capacità delle organizzazioni criminali di estendere la loro influenza non solo nei quartieri di Napoli, ma anche in una Roma che pare sempre più in balia di un potere invisibile e inquietante.

Cosa succederà adesso? I cittadini sono in allerta, ma non basta. La domanda resta: fino a quando il cordone ombelicale tra tifo e malavita porterà a nuove azioni violente?

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