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Napoli nel caos: task force bracca banda del diamante dopo il colpo a Posillipo
Napoli non dorme più sonni tranquilli. A Posillipo, via Orazio, una banda ha svuotato l’appartamento di un imprenditore tessile in pensione: diamante da 26 carati e mezzo milione di bottino, nel silenzio assoluto della notte.
L’imprenditore, la moglie e la collaboratrice domestica non si sono accorti di nulla. Si sono svegliati con la casa a soqquadro. Ipotesi narcotici nell’aria o per contatto. La Procura ha già ordinato test tossicologici urgenti.
Professionalità da brividi. I ladri hanno neutralizzato l’allarme senza un sibilo. Hanno strappato i supporti digitali del DVR, cancellando ogni traccia video. Sapevano esattamente dove colpire.
Non un furto improvvisato. Conoscevano la planimetria al millimetro. Le abitudini della famiglia. Gli inquirenti della Squadra Mobile fiutano una talpa. Controllano contatti recenti, personale domestico.
“Stiamo dando la caccia a una banda specializzata, professionisti che non lasciano nulla al caso”, dice Mario Grassia, capo della Squadra Mobile. La task force è partita all’alba.
Le telecamere di via Orazio e dei varchi di Posillipo sono al setaccio. Lettori di targhe sulla tangenziale verso Fuorigrotta e Mergellina. Qualche auto sospetta già nel mirino.
Posillipo, quartiere di ville e panorami mozzafiato sul Golfo, ora sotto assedio poliziesco. La città vibra di voci. Basisti nel quartiere? Informatori tra i vicini?
Il diamante, pezzo unico da 300mila euro, è il trofeo che brucia. Contanti e gioielli di famiglia completano il colpo. Perizie in corso sul totale.
La Napoli dei vicoli e delle curve scoscese di Posillipo stringe i denti. Le pattuglie sfrecciano tra i tornanti. La banda del diamante è ancora là fuori. Chi ha venduto la casa? E se colpissero di nuovo stanotte?
