Il 6 aprile 2024 segna un giorno di lutto profondo a Campagna, in provincia di Salerno. Due anni fa, il maresciallo Francesco Pastore e il carabiniere scelto Francesco Ferraro persero la vita durante un intervento rischioso. Una tragedia che ha segnato l’intera comunità, affollata di ricordi e di dolore.
Già dalle prime ore della mattinata, la basilica di Santa Maria della Pace si è riempita di volti noti e di occhi lucidi. La messa, officiata dal parroco don Roberto Pimonte e da don Carlo Lamelza, ha dato il via a una cerimonia sobria ma carica di emozioni. Le parole dei due sacerdoti hanno risuonato nel cuore dei presenti, rievocando un senso di comunità che ha sempre contraddistinto Campagna.
Al termine della funzione, un corteo ha fatto tappa nell’area verde dedicata ai caduti. Qui, ai piedi di una stele che ricorda anche Cosimo Filantropia, un’altra vittima di quel tragico evento, è stata deposta una composizione floreale. Un gesto semplice, ma ricco di significato. Le famiglie, le autorità locali e i rappresentanti delle associazioni combattentistiche hanno espresso la loro vicinanza, uniti nel ricordo di chi non c’è più.
“È fondamentale mantenere viva la memoria di questi giovani uomini”, ha affermato il colonnello Filippo Melchiorre, comandante provinciale dei carabinieri di Salerno, mentre parte del pubblico tratteneva il respiro. Le sue parole, intrise di emozione, hanno sottolineato come la comunità non possa dimenticare il sacrificio di chi ha servito con onore.
Ma cosa rimane di un sacrificio tanto grande? La gente continua a chiederselo, ripensando a quell’orrendo giorno di due anni fa. La città di Campagna, con i suoi vicoli e la sua storia, resta l’eco di un dolore che non accenna a svanire. Mentre i cittadini si allontanano, si sente nell’aria una domanda persistente: come possiamo onorare davvero chi ha dato la vita per la nostra sicurezza?