Ultime Notizie
Napoli in lutto: addio a Oscar Schmidt, la leggenda del basket ci lascia a 68 anni
San Paolo – La pallacanestro piange uno dei suoi miti. Oscar Schmidt, conosciuto in tutto il mondo come la “Mão Santa”, se n’è andato a soli 68 anni, lasciando un vuoto incolmabile. Una notizia che ha scosso gli appassionati, non solo in Brasile ma anche in Italia, dove era un vero e proprio simbolo.
Da quindici anni combatteva una battaglia silenziosa contro un tumore al cervello. Nelle ultime ore, un malore lo ha portato d’urgenza all’Ospedale Municipale Santa Ana, nella sua San Paolo, dove la lotta è culminata in un triste epilogo. “Lo abbiamo fatto combattere fino alla fine”, ha dichiarato un portavoce della famiglia, sottolineando il coraggio del campione.
Il ricordo di suo figlio, Felipe, tocca nel profondo: “Papà, mi mancherai. Cercherò di onorare ciò che mi hai insegnato, non ti dimenticherò mai”. Parole semplici, ma cariche di emozione e significato. Solo poche settimane fa, infatti, Schmidt non aveva potuto ritirare un premio del Comitato Olimpico Brasiliano, lasciando il posto al figlio, un gesto che racchiudeva un’intera vita.
La sua statura, 2,05 m per 110 kg, non era nulla rispetto alla grandezza della sua carriera. Con la maglia verdeoro, Schmidt ha collezionato record straordinari: tre titoli sudamericani e un bronzo ai Mondiali del 1978. Ma le sue Olimpiadi sono leggenda: cinque partecipazioni consecutive e oltre 1.000 punti segnati, un traguardo che lo rende unico nella storia delle Olimpiadi.
In Italia, il suo nome è inseparabile da Caserta, dove ha giocato e vinto. Con 13.957 punti, è il giocatore straniero che ha segnato di più nel campionato italiano, un amore che ha superato i confini del campo. La sua maglia numero 18 è stata ritirata in segno di rispetto, e nel 2016 ha ricevuto la cittadinanza onoraria, un gesto che testimonia il forte legame con la città.
“Ora non piange solo il Brasile, ma anche l’Italia del basket”, ci ricorda un tifoso con gli occhi lucidi. La sua influenza non conosce confini. La domanda rimane: quali eredità ci lascerà un gigante come Oscar? La vita e la carriera di un campione sono tanto intense quanto fragili, e il suo ricordo continuerà a brillare.
