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Napoli, imprenditore in difficoltà: chiede aiuto a Licciardi per un accordo con il clan rivale
La camorra torna a far tremare Napoli. È il rione Don Guanella a essere al centro di una nuova vicenda di estorsione, che coinvolge l’onnipresente Maria Licciardi, considerata dai più un vero e proprio boss. Già condannata il 15 marzo 2023, Licciardi si dimostra ancora una volta la figura centrale e temuta dell’Alleanza di Secondigliano.
La storia si dipana tra le strade. Un ristoratore, parente del nipote di Maria, si ritrova nel mirino del clan della Vanella Grassi, con una richiesta che oscilla tra le 15mila euro iniziali e un accordo finale di soli 3mila. “È un sistema dove la paura regna”, racconta un commerciante del quartiere, testimone di una realtà che sembra non cambiare mai.
Tutto inizia a gennaio 2021, in un’area di Secondigliano dove le famiglie devono ormai convivere con la presenza opprimente della camorra. Il ristoratore si rivolge al consuocero, un legame di sangue che, in questo contesto, ha un peso specifico. Maria Licciardi diventa così la mediatrice: attraverso i suoi uomini, riesce a dimezzare la cifra della tangente, salvaguardando così i legami all’interno del clan. Dalla pretesa iniziale, il colpo di scena si materializza in rate da mille euro, da pagare a Pasqua, Ferragosto e Natale.
Il gip, nell’ordinanza che ha portato all’arresto di otto presunti membri del clan, ha ribadito l’importanza di questo intervento: “Licciardi ha rinsaldato i vincoli di solidarietà all’interno dell’organizzazione”, si legge nei documenti. Ma questo è solo un capitolo di un racconto che continua a suscitare paura e interesse.
Le strade di Napoli, come sempre, pulsano di vita e di storie, mentre i cittadini chiedono giustizia e sicurezza. Eppure, le domande rimangono: come potrà mai liberarsi questa città dal giogo della camorra? Chi siederà al tavolo delle trattative nel futuro di un territorio martoriato? La battaglia contro la criminalità organizzata è più viva che mai, ma la fine sembra ancora lontana.
