Napoli, choc nel giallo Chiara Jaconis: processo ai genitori del 13enne
Una statuina dai balconi dei Quartieri Spagnoli. Un colpo fatale. Chiara Jaconis, turista padovana di 48 anni, muore il 15 settembre 2024 in pieno centro storico.
La Procura di Napoli ha chiuso l’inchiesta sulla morte di Chiara Jaconis. Chiede il rinvio a giudizio per i genitori del ragazzo di 13 anni che gli inquirenti ritengono responsabile del lancio.
Omicidio colposo in concorso. L’accusa? Omessa vigilanza sul figlio minore. Il giudice per l’udienza preliminare deciderà il 26 giugno.
Erano le ore del pomeriggio. Chiara passeggiava tra i panni stesi e i vicoli affollati. Un oggetto precipita dal cielo. L’impatto è letale.
La città si ferma. Sirene, barella, folla attonita. “Abbiamo ricostruito tutto: il ragazzo era sul balcone, i genitori non vigilavano”, spiega un investigatore della Squadra Mobile.
Il minore? Prosciolto dal Tribunale per i minorenni. Non aveva 14 anni. Non imputabile. Ma i genitori non ci stanno.
Sostenuti dai legali, negano ogni responsabilità. “Quella statuina non è nostra”, ribattono. E hanno impugnato il proscioglimento del figlio. Vogliono chiarezza totale.
Napoli trattiene il fiato. I Quartieri Spagnoli, labirinto di balconi e vite intrecciate, tornano al centro del dibattito. Un bambino, una madre in vacanza, una vita spezzata.
Chi paga per l’omessa attenzione? Il Gup avrà l’ultima parola. La tensione sale. E la città? Aspetta risposte.