Morte di Domenico, la difesa di Oppido: “Cuore a Napoli, dati incriminanti non veritieri”

Morte di Domenico, la difesa di Oppido: “Cuore a Napoli, dati incriminanti non veritieri”

Un’ombra inquietante si allunga su Napoli, dove la tragedia dell’infante Domenico Caliendo, deceduto a solo due anni e mezzo, ha scosso le fondamenta di un’intera comunità. Il cuore del piccolo, sottoposto a un trapianto nel Monaldi, ora è al centro di un’inchiesta che suscita scalpore e interrogativi. “Le operazioni per l’espianto sarebbero cominciate quando l’organo era ancora in arrivo”, dicono i legali del cardiochirurgo Guido Oppido, indagato per omicidio colposo.

Il dramma si è consumato il 21 febbraio scorso, quasi due mesi dopo il trapianto. Gli avvocati di Oppido si sono presentati davanti al gip con una ricostruzione che potrebbe cambiare il corso delle indagini. “I dati dell’accusa non sono supportati da certezze”, avvertono, sottolineando le discrepanze nella cartella clinica del bambino. Ma la verità di questi eventi resta in bilico tra accuse e difese.

Il quadro si infittisce. Testimoni rivelano che l’équipe chirugica avrebbe iniziato l’espianto mentre l’organo non era nemmeno nelle vicinanze, un’affermazione che fa tremare le basi della fiducia nella sanità partenopea. “Il medico ha sempre sostenuto di aver atteso l’arrivo del cuore”, replicano i difensori, portando prove documentali che contraddicono le prime testimonianze.

Davanti al giudice Mariano Sorrentino, la tensione è palpabile. Le tre ore di interrogatorio pesano come piombo. “Abbiamo prove fotografiche e video che dimostrano il contrario di quanto sostenuto da chi ha testimoniato”, affermano gli avvocati, mostrando una foto scattata alle 14:26, a conferma della presenza del cuore già in sala operatoria.

Ma non è solo il cardiochirurgo a essere sotto esame. Anche Emma Bergonzoni, la sua vice, è stata ascoltata dal gip, e le sue parole, “ho risposto con sofferenza emotiva”, rivelano il clima di ansia che aleggia attorno a questa vicenda straziante. I due medici, entrambi accusati di falsificazione, si trovano a difendere non solo la propria professionalità, ma anche una reputazione che potrebbe essere irrimediabilmente danneggiata.

La cronaca di Napoli ha un nuovo capitolo, ma il finale rimane aperto. Qual è la verità su ciò che è realmente accaduto nel Monaldi? E mentre la città attende risposte, la paura e la sfiducia investono i cuori di chi vive in questa terra, sempre più inquieta. Cosa riserverà il futuro a una comunità che chiede giustizia e chiarezza? La risposta è nelle mani della giustizia, ma il tempo che passa rende ogni attesa ancora più insopportabile.

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