Napoli – Un dramma che ha scosso la città, oggi sembra avviarsi verso una svolta. L’ospedale Monaldi ha fatto un passo concreto per chiudere in modo stragiudiziale la vicenda di Domenico Caliendo, il bambino tragicamente scomparso lo scorso febbraio dopo un trapianto di cuore fallito. Questo incontro, che ha avuto luogo mercoledì 8 aprile, nella struttura ospedaliera, ha aperto la porta a un possibile risarcimento per la famiglia.
«C’è una reale volontà di riconoscere un risarcimento», ha dichiarato l’avvocato Francesco Petruzzi, legale dei genitori, al termine di due ore di confronto. L’atmosfera, a detta del legale, è stata costruttiva. È un segnale che offre un barlume di speranza a una famiglia che da mesi brama giustizia e risposte sulla morte del proprio piccolo.
Il tavolo era affollato di figure giuridiche: dai legali dell’ospedale ai consulenti esterni, senza contare i medici legali. Ogni faccia in quella stanza rifletteva il peso di un dolore profondo, ma anche la determinazione a trovare una soluzione.
La trattativa prosegue, con un nuovo incontro fissato per il 4 maggio. Sarà in quella data che si delineeranno gli importi del risarcimento. «Inviteremo anche i medici sotto indagine», ha aggiunto Petruzzi, accentuando la serietà della situazione. A Napoli, questo non è solo un caso legale: è il riflesso di un sistema sanitario che deve rispondere a domande inquietanti.
L’avvocato si è dichiarato ottimista, parlando di un possibile accordo già il 4 maggio o, al massimo, in un successivo incontro fissato per l’11 maggio. Ma la conclusione di questo tormentato capitolo avrà bisogno del benestare della direzione del Monaldi, rendendo tutto ancora più complesso.
Cosa accadrà il 4 maggio? Riuscirà la famiglia Caliendo a ottenere finalmente giustizia? La tensione è palpabile; i napoletani attendono con il fiato sospeso l’evolversi di una storia che tocca il cuore della città.