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Giugliano, emergenza umanitaria: famiglia vive da 3 anni nel degrado con figlio disabile
Giugliano – Un dramma che si consuma nel silenzio delle istituzioni. La “famiglia nel bosco napoletana” vive da oltre tre anni in una baracca di legno malmessa, esposta agli eventi atmosferici e a un’incessante crisi di dignità. Questo scempio avviene nel cuore di Giugliano, tra le strade dimenticate di un quartiere afflitto da emarginazione e indifferenza.
A mettere in luce la condizione disperata di questo nucleo familiare sono gli avvocati Angelo e Sergio Pisani, che gridano a gran voce: “Non possiamo più tollerare questa situazione! È un’ingiustizia che non può passare inosservata!” Le loro parole risuonano come campane a morto in una comunità assuefatta al degrado.
Il quadro clinico della famiglia è allarmante e fa rabbrividire: il figlio, un ragazzo affetto da un disturbo dello spettro autistico, vive in condizioni che qualsiasi specialista dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria Senese ha definito assolutamente incompatibili con un ambiente salubre. “Serve urgentemente un luogo sicuro e protetto”, affermano i medici, testimoniando l’urgenza di una situazione che rischia di degenerare.
Eppure, l’indifferenza regna sovrana. Mentre la famiglia lotta per la sopravvivenza in una baracca che sembra un relitto, i genitori affrontano le loro fragilità. Il padre, colpito da una sindrome dolorosa cronica, e la madre, portatrice sana di epatite B, si sentono sempre più soli. “Vogliamo solo aiuto, non è giusto che nostro figlio subisca le conseguenze di questa situazione disumana”, si sfoga il padre, con il dolore che si legge nel suo sguardo.
L’ultimatum lanciato dai Pisani è chiaro e potente: “Stato, intervieni ora! Non c’è più tempo.” Una richiesta che dovrebbe fare vibrare le coscienze di chi ha il dovere di proteggere i più vulnerabili. L’aserè è palpabile, mentre la comunità osserva in un silenzio che fa paura.
In un’epoca in cui i diritti umani dovrebbero essere sacrosanti, che fine ha fatto il supporto agli indifesi? Quanta indifferenza ancora tollererà questa città? Cittadini e lettori, è ora di fare rumore. La battaglia per la dignità di questa famiglia è una battaglia che appartiene a tutti noi. Come risponderanno le istituzioni a questo grido di aiuto?
